Outlander,  Sam Heughan,  Stagione 5,  Stagione 6

Sam Heughan parla del finale “Never My Love” e di cosa aspettarci dalla stagione 6 di Outlander

Hello Droughtlander, my old friend.

Dopo 12 settimane vissute all’insegna del romanticismo, della morte e del caos, Outlander ha concluso la sua stagione 5 con il suo episodio più straziante e temerario fino ad oggi. Anticipando una storyline dal sesto libro “A Breath of Snow and Ashes” (in italiano pubblicato in due volumi “Nevi infuocate” e “Cannoni per la libertà”, n.d.r.), il season finale intitolato “Never My Love” è stato caratterizzato dalla brutale aggressione a Claire Fraser (Caitriona Balfe). Mentre è tenuta prigioniera, violentata e picchiata da un gruppo di uomini che disprezzano il suo ascendente sulle loro mogli, Claire si dissocia e si rifugia in uno scenario da “sogno” dove trova il conforto della sua famiglia – in particolare tra le braccia di suo marito Jamie (Sam Heughan). Ed è proprio lui, insieme al loro figlio adottivo (Fergus), nipote (il giovane Ian) e genero (Roger), che alla fine annienta i suoi rapitori.

Heughan e Balfe sono diventati produttori in questa stagione, e la loro influenza è più evidente in questo episodio. Racconta Heughan: “Ci siamo seduti e ci abbiamo lavorato tutto il giorno. Penso che si possa riassumere con me e Caitriona che spingiamo verso una direzione e Jamie (Payne, il regista) che si conferma essere un grande collaboratore e visionario.”

E mentre Balfe affronta la parte più faticosa, Heughan si è gustato l’azione coinvolta nel salvataggio di Claire: “E’ stato bello vederlo trasformarsi in Red Jamie – semplicemente spietato”, dice l’attore scozzese del comportamento da battaglia di Jamie. “Non appena inizia a dar loro la caccia e sente che deve proteggere Claire, non esistono altri pensieri, è solo pura rabbia. O rabbia fredda.”

L’episodio termina in una nota di speranza, con Claire che giura di non lasciarsi spezzare dalla brutale violenza, anche se Balfe promette che ci sarà un lungo viaggio di recupero per il personaggio: “E’ qualcosa che richiederà la sua pazienza, e la pazienza e l’amore della sua famiglia per superarlo.” Ma con la stagione 5 ufficialmente conclusa, non avere Outlander per il prossimo futuro è una prospettiva desolante nel mezzo di una pandemia globale. Per fortuna, Heughan ha lasciato l’intervistatrice di ELLE.com con questo enigmatico barlume di speranza:

“Potrebbe esserci un qualcosa per supportarvi in questo periodo. Ma ce ne sarà di più in futuro.”

Continuate a leggere per scoprire qual è l’interpretazione di Sam Heughan del finale “Never My Love” e cosa dobbiamo aspettarci nella sesta stagione di Outlander.

Parliamo del finale. Era un concetto difficile da realizzare, ma penso che ce l’abbiate fatta.

Non ne eravamo sicuri. È molto inquietante, esplicito e impegnativo, quindi volevamo farlo bene. Caitriona dovrebbe esserne molto orgogliosa. Ha fatto un ottimo lavoro. E dobbiamo ringraziare il regista, Jamie Payne, e Toni [Graphia], che l’ha scritto. Ci sono state molte discussioni su come cercare di ottenere il giusto tono; eravamo tutti ben consapevoli di quanto sarebbe stato esplicito il trauma di Jamie alla fine della prima stagione. Non volevamo rifarlo. Al giorno d’oggi, non possiamo più farlo. Ma non volevamo alleggerirlo rendendolo una fantasia di evasione o troppo comodo. Doveva essere destabilizzante.

Volevamo essere sicuri di essere onesti e sinceri con la narrazione, ma anche con la situazione in cui si trova. È stato un processo davvero interessante ed intenso. Sapevamo di avere qualcosa che sarebbe stato abbastanza potente. Tutta questa stagione è stata forte e sorprendente per gli spettatori e penso che questo finale sia il più forte di sempre.

Come ti è stato proposto?

Prima abbiamo letto la sceneggiatura e sembrava adatta, ma è difficile immaginare il tono di qualcosa su un pezzo di carta. C’erano molte moodboard, molte immagini che cercavano di capire cosa significasse per Claire entrare in questo mondo, cosa stava facendo e perché lo stesse facendo. Il dettaglio è probabilmente la parte migliore.

È affascinante vedere il subconscio di Claire sposare tutte le diverse realtà che ha vissuto.

Volevamo riflettere questo nell’evasione di Claire. Non è Jamie Fraser o qualcuno della famiglia nel futuro. È l’essenza di chi sono: la loro rappresentazione. Penso di aver persino suggerito a Matt che i Brown fossero nella sua realtà, che vi s’insinuassero.

Per me, la sfida più grande è stata, che aspetto ha Jamie nella sua evasione? Inizialmente volevano che Jamie indossasse vestiti degli anni ’70, ma pensavo che non sarebbe stata la scelta giusta, perché Claire sa che Jamie non può esserci nel futuro. Inoltre, volevo vedere meno possibile Jamie. Non volevo vederlo pienamente realizzato, volevo che fosse un simbolo. Non è pienamente realizzato o completamente formato perché è nella testa di Claire.

Mi ha ricordato lo spettro che Frank vede nel pilot. E’ uscito fuori questo discorso?

Penso che ci sia molto da rivelare. C’è molto sulla realtà e sui viaggi nel tempo: come fa Claire a viaggiare nel tempo? E abbiamo fatto molti riferimenti alla stagione 1: Claire e Jamie che cavalcano insieme per la prima volta o quando si vedono per la prima volta. Volevamo riprendere queste cose e l’aspetto che aveva Jamie all’epoca.

Com’è stato quel giorno sul set?

È stato divertente, e il primo giorno in cui abbiamo visto tutto il cast insieme nei loro diversi abiti, c’era molta ilarità. Vedere Duncan Lacroix nei suoi pantaloni di velluto a coste: sembrava così bello! E il giovane Ian nella sua uniforme militare. Ma è tutto legato sempre alle loro storie nella vita reale e a quello che sta succedendo loro, quindi anche se è una sorta di sogno per evadere dalla realtà, è tutto basato sulla realtà emotiva.

Chi ha avuto l’idea di riportare Murtagh per la dissociazione di Claire?

Immagino fossero Matt e Toni. Claire ha una forte reazione emotiva a tutti questi personaggi. In quella fuga dalla realtà, ovviamente lo avrebbe riportato indietro. Perché non avrebbe dovuto? E’ un suo amico. È così bello vederlo. La volpe d’argento, ci piace chiamarlo.

C’è tanto racchiuso in questo episodio. Sembra come un lungometraggio.

Sarebbe stato bello fare una versione più lunga per dare più tempo allo spettatore di tenere il passo, ma in un certo senso continua ad andare avanti. E adoro il modo in cui finisce. La famiglia è insieme, ma sono molto spezzati nell’animo, devono affrontare una fase di guarigione sotto ogni aspetto. Molti di loro soffrono per varie cose che sono successe. Stanno insieme e sono forti insieme, ma non è tutto a posto.

Quando ripensi alla stagione nel suo insieme, di cosa sei più orgoglioso?

Penso all’episodio 7, la trama di Murtagh. Come attore, è stata una storyline fantastica. Ha dato a me e al personaggio una decisione drammatica da prendere. Ho avuto molta influenza sul simbolismo della giubba rossa. Nel girarla, ci sono state alcune cose su cui ho dovuto insistere o chiedere più tempo per Jamie, e quando perde Murtagh abbiamo dovuto rigirare alcune scene. È stato fantastico avere l’attenzione dello sceneggiatore e del regista, vedere che ascoltavano attentamente le mie opinioni, lavorare a stretto contatto con loro per ottenere il meglio dalla storia.

Come produttore, con l’episodio 12, penso che Caitriona ed io possiamo alzarci e dire di aver avuto una grande influenza. Caitriona era molto nervosa, ma io sentivo che avessimo raggiunto il risultato ideale. È stato frutto di un’ottima collaborazione tra tutti.

Questa è l’ultima stagione di Gary Steele come scenografo. Qual è stato il tuo set preferito nel corso degli anni?

Ce ne sono stati talmente tanti. Gary è così talentuoso. Penso sia un peccato che lo stiamo perdendo, perché ha davvero portato così tanto allo show. Comunque dovessi scegliere direi la prima stagione, Castle Leoch e la Great Hall. Non ero mai stato su un set simile. Il fatto che avevano creato calchi del vero castello di Doune e trasportato quelle mura nel nostro studio di registrazione. Il dettaglio nelle teste di cervo sui lampadari, i camini accesi, il fango, la polvere e tutto il resto sul terreno. Mi ha lasciato senza fiato. Lo hanno costruito per quattro settimane e poi lo hanno demolito. Non riuscivo a smettere di pensare a quanto lavoro ci fosse stato dietro e quanto fosse triste averlo distrutto in seguito.

Cosa possiamo aspettarci dalla sesta stagione?

La risposta onesta è che non lo so. Sono a metà del libro, quindi lo sto scoprendo. Ho letto un paio di episodi. Sono entusiasta di discutere più approfonditamente con gli scrittori e altri produttori per vedere dove ci porterà la storia. È tutto un po’ bloccato al momento, ovviamente, con la situazione che stiamo vivendo. Ma stiamo lavorando a distanza. Abbiamo grandi progetti. Entro il prossimo mese dovremmo saperne di più, consolidare varie cose tra cui il programma delle riprese, le sceneggiature e le trame.

Con l’avvento della guerra, suppongo che possiamo aspettarci più sequenze d’azione?

C’è una guerra in arrivo. Lo sappiamo. Penso che abbiamo realizzato sempre abbastanza bene le sequenze d’azione. Credo che sia, senza dubbio, uno dei miei punti di forza nello show. È bello quando facciamo un po’ di tutto.

Qual è la prima cosa che farai quando tornerai sul set?

Se mi è permesso, dare a tutti un forte abbraccio. Ci sono così tante persone che mi mancano, dalla mia truccatrice al team delle riprese, agli autisti e agli addetti alle location. Sono davvero emozionato all’idea di vedere tutti, anche se probabilmente non potremo abbracciarci per un po’. Sono la mia famiglia. Questa pausa è stata un bene per noi per riorganizzarci in un certo senso, ma sarà splendido vedere tutti e tornare di nuovo a lavoro.

Ti stai tenendo impegnato in quarantena?

In realtà sì. Sono stato impegnato con la scrittura e il lavoro per produrre alcune cose, quindi i tempi di fermo sono stati davvero utili. Penso che tutti stiano trovando uno spazio per impiegare la propria energia in qualcos’altro. Ma siamo tutti pronti a vedere le persone ora. Sarebbe bello andare all’aperto e passare tempo insieme.

Il tuo pezzo per il Lyceum Theatre di Edimburgo è stato bellissimo. Non posso credere che ci nascondessi il tuo talento nello scrivere.

Sei molto gentile. Grazie per averlo letto. Ho colto al volo l’occasione perché ho scritto molto di recente. Sto scrivendo un libro al momento, quindi è stato bello offrire un po’ della mia esperienza in ambito teatrale.

Cosa hai guardato in quarantena? Qualche consiglio?

Sono così imbarazzato. Non sono sicuro di poterlo dire. Julie, ho visto quasi tutte e otto le stagioni di 90 Day Fiancé. [Ride] Non so cosa sia successo e non riesco a smettere. Inizialmente, è andata così ‘Oh, guarderò solo un paio di episodi di questa stagione’. E ora, non so come, sono diventate sette stagioni. Me ne resta soltanto una. La vedrò e spero di poter andare avanti con la mia vita. Ho anche visto molti vecchi film, molte commedie. E non vedo l’ora che lo sport possa ricominciare.

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