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“L’edicola di OUTLANDER”: Recensioni estere dell’episodio 1×03 The Way Out

Carissimi Outlanders, ritorna l’appuntamento con la nostra rubrica, “L’edicola di OUTLANDER”, creata allo scopo di fornire una sorta di rassegna stampa estera con le recensioni agli episodi di Outlander. Provenienti dai siti e giornali più influenti, questi estratti di recensioni (trovate il link alla recensione completa) possono darci un’idea di quale sia il grado d’interesse suscitato dalla serie tv creata da Ron D. Moore dopo la messa in onda di ciascun episodio.

1x03 The Way Out

Caitriona Balfe continua ad eccellere nella sua interpretazione di Claire. In alcuni casi, la voce fuori campo in realtà non è necessaria perché possiamo leggere tutto sul volto di Claire (proprio come nel libro). Se lei sta maledicendo, impartendo ordini ai suoi sorveglianti riluttanti, cercando il comfort dell’alcol, o indagando “alla CSI” per le Highlands, Balfe comanda lo schermo senza annientare gli altri.

La canzone popolare alla fine dell’episodio di una donna che ha viaggiato attraverso il tempo allo stesso modo di Claire era sul punto, ma credibile – è una cultura in cui le fiabe sono importanti – e toccante. Gli eventi della puntata hanno dimostrato che Claire può contare anche solo su se stessa per trovare una via d’uscita da Castello Leoch, e aveva bisogno di quella spinta e gli spettatori di vedere quel momento.

Stiamo vedendo più della personalità di Jamie, e Heughan fa suo il ruolo. E’ giovane, ma gli scrittori stanno lavorando per dimostrare che lui abbia una mentalità più aperta e forse più saggia di ad esempio Angus o Rupert. Jamie non si lascia scoraggiare dall’approccio diretto e schietto di Claire, e reagisce prontamente dicendole com’è il mondo – ma lo fa con umorismo. Ha ancora un po’ di personalità da “cucciolo”; quanto era adorabile la scena alla fine dove ha conservato un posto per Claire?

Lotte Verbeek centra perfettamente la personalità stravagante ed accattivante [di Geillis]- soprattutto con il tono della sua voce e il modo in cui sottolinea alcune parole.

La costruzione del mondo Outlander mi affascina. Non stanno creando un mondo completamente nuovo; lo stanno portando in vita com’era allora… Stiamo imparando insieme a Claire. Sta vedendo lentamente i vari elementi e minacce che la circondano, e così anche noi. Non tutte le serie potrebbero permettersi un ritmo deliberatamente lento, ma Outlander presenta un luogo in cui si desidera trascorrere più tempo.

IL VERDETTO
Nel complesso, la puntata ci ha spinto ulteriormente in un mondo ricco. La quantità di tempo trascorso con personaggi come Colum, Jamie, e anche Angus intende farceli sentire già come amici – serve a rendervi più coinvolti nella storia e a cosa farà Claire successivamente.

Voto: 8.5 GREAT

Outlander di questa settimana ha mostrato ancor di più aspetti della vita in Scozia nel 1743 e ha introdotto un’altra minaccia per Claire.
+ Performance seducente di Lotte Verbeek
+ Dialoghi ben scritti
– Arthur Duncan e il sacerdote percepiti un po’ sopra le righe

Amy RatcliffeIGN [Full Review]

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La settimana scorsa, ho suggerito che Outlander sembra determinato a trasformare i ruoli di genere tipicamente immaginati. Questa settimana, gli scrittori iniziano a costruire quella tesi con più convinzione, mostrandoci che non stiamo assistendo ad una storia su eroe trito e ritrito, ma a qualcosa di diverso, sia per il genere fantasy sia per il regno di prestigio dei drammi televisivi.

Ciò che convince in maniera brillante di Outlander è come Claire prende il controllo quando può e come si muove tra le strutture rigide della sua società. Quando dice che è lei al comando, noi, come Jamie, lei crediamo. Quando dice che fuggirà da Castle Leoch alla fine dell’episodio, le crediamo facilmente, anche se le probabilità che accadrà realmente nella prossima settimana sono molto scarse. Ma Claire è stata creata allo stesso modo in cui tanti eroi maschili sono congegnati: vince anche quando le probabilità sono contro di lei. Batte i suoi nemici barbuti con finezza.

E’ impressionante che – in solo tre episodi- conosciamo così tanto di chi è Claire. Dalla ripetizione della sua imprecazione molto accattivante “Jesus H. Roosevelt Christ”, al modo giocoso in cui prende in giro Jamie, alla sua tenacia implacabile, gli scrittori di Outlander hanno ritratto molto attentamente Claire come un personaggio complesso e accattivante.

Le voci fuori campo stanno diventando noiose. Finora, gli scrittori hanno usato spesso questo stratagemma per esprimere chiaramente descrizioni importanti, ma le uniche volte che la voce fuori campo di Claire ci offre in realtà qualcosa di interessante sono quando la scrittura ci fa entrare all’interno della psiche del personaggio che non saremmo altrimenti in grado di cogliere dalle sue interazioni con gli altri personaggi e il superbo lavoro di recitazione che Caitriona Balfe continua a fare. Claire non ha bisogno di dirci che vuole andare a casa o che l’applicazione di pratiche mediche del 20° secolo con le risorse del 18° secolo sia super difficile. Ma quando ci dice che ha deriso Jamie non perché gelosa di Laoghaire, ma perché lei è gelosa dell’intimità che condividono e le fa desiderare ardentemente l’intimità che una volta aveva con suo marito? Questo è utile. Quella rivelazione rafforza la solitudine e la sessualità di Claire; sì, le manca il marito, ma le manca anche il sesso con il marito, perché Claire è una donna umana con desideri umani, qualcosa che la televisione dimentica troppo spesso.

Voto: A

Kayla Kumari UpadhyayaA.V. Club [Full Review]

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Questo episodio ha avuto la chiara tematica di mostrare l’importanza della superstizione e della fede nei demoni nelle Highlands. Il rifiuto di Claire della fede a favore della scienza, però, ha sconvolto molti nel castello e in città. Non era insolito nella Scozia del 1700 credere che un ragazzo fosse posseduto da demoni, piuttosto che presumere possa essere curato dalla medicina. L’incredulità di Claire verso i demoni, ricorda ai telespettatori che Claire rimane un outsider che avrà continue sfide, soprattutto quando è determinata a sfidare le credenze della città, in particolare quella di Padre Bain.

Il personaggio opprimente di Padre Bain, interpretato da Tim McInnerny e il modo fervente in cui si avvicina a questo ruolo conferisce una prestazione convincente. Bain ha avuto successo sia nell’impressionare il pubblico sia Claire oltre a forzare le sue convinzioni sul resto della famiglia.

Sam Heughan certamente sa come giocare con quel sottile lato affascinante di Jamie che ci fa andare in estasi. La presa in giro di Claire nei confronti di Jamie riguardo il bacio è stata la scena più esilarante e sarebbe dovuta essere più lunga! La scena ci ha fatto intravedere i lati comici sia di Heughan sia di Balfe, e sarebbe bello vederne di più nei prossimi episodi.

La chimica tra Sam Heughan e Caitriona Balfe sfrigolava quando Claire controllava la ferita alla spalla di Jamie e lo scambio sussurrato attraverso la traduzione della canzone in Gaelico è stato un bel tocco. E’ la tensione sessuale tra i due e seppur siamo solo al terzo episodio, per il pubblico è un’indicazione di quanto saranno esplosive le loro scene future insieme man mano che i loro personaggi si avvicinano.

VERDETTO FINALE

Con un nuovo regista, Brian Kelly, è arrivato un ritmo diverso per l’episodio. La storia si è percepita quasi troppo ordinata, in particolare il tema dei demoni che sorprendentemente è stato risolto piuttosto in fretta quando Claire finisce per essere l’eroina della giornata e salva il ragazzo.

Anche se per il pubblico la trama potrebbe essere un po’ lenta, lo ha fatto portare ad alcuni personaggi elementi che si sono distinti come il dialogo tra Claire e Padre Bain. E’ stato un po’ una sorta di storia pulita e tutta impacchettata e non sembra che la trama si sia mossa molto in avanti.

In questo episodio, ‘The Way Out’ la fotografia e le riprese giravano ancor di più su Claire, quindi siamo più consapevoli che questa è la sua storia dal suo punto di vista.

Sembrava un episodio stand-alone, solo un po’ diverso, ma forse le cose si muoveranno nel prossimo episodio.

Christine RingTV After Dark [Full Review]

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La scena d’apertura ha fatto un lavoro fantastico nell’avvicinarci a Frank. Anche se non presente, sentiamo qualcosa per lui e adoriamo il rapporto tra Claire e Frank. Stima per Tobias Menzies per centrare a pieno il doppio ruolo.

Gabrielle Bondi The Young Folks [Full Review]

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Nel guardare la moltitudine di situazioni centrate intorno allo scontro tra fede e logica nell’Episodio 103 di Outlander, si può meglio comprendere l’impatto che avrà su Claire e sugli altri personaggi della serie.

Nel discutere le azioni di Bain con Jamie, lui ricorda a Claire che le credenze di Bain sono il suo modo per dare un senso al mondo, proprio come fa anche lei. Le chiede se le cose sono così diverse da dove viene lei, e Claire risponde che in effetti non lo sono. Questo illustra l’atemporalità universale di questo scontro e la necessità dell’umanità di dare un senso a ciò che ci circonda.

Alla fine dell’episodio, vediamo Claire cercare di dare un senso alla somiglianza tra il proprio incidente di viaggio nel tempo e quello nella canzone di Gwyllin che Jamie traduce per lei. Sebbene il concetto di viaggio nel tempo sia illogico, Claire ora sa che c’è l’evidenza di un’altra potenziale viaggiatrice nel tempo, che soddisfa il suo bisogno di fatti. L’l’ironia di ricavare speranza da un racconto popolare dimostra la necessità per la logica e l’inspiegabile nella nostra vita, così come quelli dei personaggi in Outlander.

Ancora una volta Terry Dresbach ha superato se stessa con i costumi in questo episodio. Sottolinea l’austerità di Padre Bain con il suo look tutto in nero. La semplicità e la mancanza di dettaglio intensifica i parametri estremi con cui egli vede il mondo, e anche nel modo in cui gli altri lo vedono, e per associazione, potrebbero vedere la religione. La rigidità e la mancanza di deviazione nel suo aspetto serve come rappresentazione visiva della sua visione solenne di Dio.

Gli abiti elaborati e lussuosi di Geillis Duncan sono sia un richiamo visivo sia lo strumento dei suoi tentativi per attirare l’attenzione degli altri. Lei usa la sua ricchezza e il suo status sociale, che si vedono nei tessuti squisiti dei suoi abiti, per manipolare gli altri e li seduce per i suoi scopi personali. Dresbach completa il vestiario di Geillis, in una scena, con un paio di pantofole rosse, che costituisce un brillante riferimento alle scarpe ne Il mago di Oz. Geillis dice gli abitanti del villaggio la considerano una strega, e Claire… Trasportata in un mondo completamente diverso, come era Dorothy in Oz, l’allusione funziona su molti livelli.

La colonna sonora, composta da Bear McCreary, sottolinea meravigliosamente la tensione tra i diversi sistemi di credenze. La musica malevola e violenta che suona quando Padre Bain è in scena colpisce la percezione dello spettatore con le sue motivazioni e la sua natura. La melodia ipnotica del brano di Gwyllin sulle Fairy Hills, sentita alla fine di questo episodio, ha delle somiglianze musicali al tema di “Claire e Jamie”, ma non è esattamente la stessa. Questo ci ricorda che, sebbene la sua storia del viaggio nel tempo sia simile a questa che non è la stessa, potrebbe finire in modo diverso rispetto al racconto popolare. Claire ritornerà al proprio tempo? Solo Outlander ce lo dirà.
Mentre molti show dipingono le credenze irreali come ridicole e rappresentano solo il fatto scientifico come degno di nota, Outlander mostra i benefici di tenere la mente aperta alla miriade di possibilità che esistono nel mondo.

Jessica McNeill AzarHUFFINGTON POST [Full Review]

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E’ stato indiscutibilmente l’episodio più forte fino ad ora.

Per la prima volta, Claire ha iniziato ad abituarsi in questo nuovo mondo e a creare dei legami. Ma lei desidera il marito e vede segni che possono aiutarla a ritornare al suo futuro e al cerchio di pietre. In qualche modo la serie è più efficace nel comunicare la lotta interna di Claire rispetto al romanzo. Non vedo l’ora di vedere come si svolgerà il prossimo episodio.

Rebecca Jane StokesBARNES & NOBLE [Full Review]

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Cosa c’è di affascinante nelle prodezze di Claire di questo episodio è la sua incapacità di accettare gli eventi soprannaturali che circondano la sua esistenza nella Scozia del 1743. La nostra bella eroina riconosce che ha “viaggiato nel tempo”, ma l’idea che un giovane ragazzo possa esser morto per via di demoni è impensabile per lei.
Come ogni donna pragmatica del 20° secolo, Claire cerca immediatamente la ragione scientifica dietro l’incidente, che ovviamente risulta essere vero, alla fine. E proprio come nel libro, Claire sta lentamente scoprendo in che tipo di mondo si trova. E’ un mondo di magia, o c’è un processo scientifico dietro a tutto questo?
Il processo della sua scoperta è ciò che rende ‘The Way Out’ il miglior episodio della serie finora.
Il produttore esecutivo Ronald D. Moore sta facendo un lavoro notevole nel prendere il vasto mondo di Diana Galbadon e condensarlo in episodi della durata di un’ora. Poco prima di rendersene conto, l’episodio si è concluso, dando allo spettatore una grande quantità di contenuti da digerire, senza mai sentirsi forzato.

Outlander potrà non avere lo stesso tipo di ritmo feroce come Game of Thrones, o di Vikings; tuttavia, ogni settimana c’è ancora molto da scoprire.
Un altro genere che Outlander racchiude molto bene è quello romantico. Moore e Galbadon non ci fanno dimenticare mai di Frank nel 1945. L’uso di flashback nel corso di ogni puntata sono utili promemoria di chi era Claire, paragonata alla donna che sta diventando. Di settimana in settimana, Jamie diventa sempre più una minaccia per il suo matrimonio.

David GriffinSCREEN RANT [Full Review]

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Nonostante vari plot interessanti -esorcismo! pomiciate clandestine! missioni di soccorso! – il terzo episodio di Outlander è stato il primo a spingere solo minimamente la narrazione in avanti. Il che non sarebbe necessariamente una cosa negativa se non si avvertiva come se “The Way Out” ci volesse martellare con le Grandi Cornamuse di Scozia, illustrandoci costumi e superstizioni del tempo. Due eventi in particolare (uno proveniente dal materiale originale di Diana Gabaldon e uno apparentemente creato dal produttore esecutivo/sceneggiatore Ronald D. Moore), hanno gettato la nostra eroina in situazioni difficili che riesce a superare grazie alla sua intelligenza e sensibilità del 20° secolo – anche se potenzialmente la mettono in grave pericolo.
[L’avvelenamento di Thomas Baxter] questa storia non è nei libri. Forse è stato aggiunto per stabilire un rapporto antagonistico tra Claire e il sacerdote – che verrà mostrato più avanti – ma riempire l’episodio di due eventi principali (l’esorcismo, la gogna) in un’ora sembra eccessivo. Claire è un pesce fuor d’acqua, l’abbiamo capito. Dove questo episodio riesce davvero, però, è nel stabilire ulteriormente il crescente rapporto tra Claire e Jamie. Hanno avuto un paio di ottimi scambi, il migliore dei quali è stato senza dubbio a tavola, dopo Claire ha visto Jamie baciare Laoghaire.

Amy WilkinsonENTERTAINMENT WEEKLY [Full Review]

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Sam Heughan, che interpreta Jamie, illumina ancora ogni scena. Fa un ottimo lavoro ritraendo Jamie anche solo attraverso il modo in cui guarda Claire. Ha quello sguardo lussurioso ed è capace di rendere l’ispezione di una ferita sul collo un qualcosa per il quale andare in estasi.

Grazie al regista e all’editore dell’episodio. Perché i flashback [tra Claire e Frank] esaltano le scene con Jamie in modo ancor più entusiasmante e caricano di aspettativa. Selvaggio, non sofisticato, una sorta di reietto, e sicuramente non compassato – Team Jamie tutta la vita. Sorry, Frank.

Mandi Schreiner e Michelle MonkouUSA TODAY [Full Review]

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6 commenti

  • m88

    An interesting discussion is worth comment. I do believe that you ought to write more about this issue,
    it might not be a taboo subject but generally
    people do not discuss such subjects. To the next!
    Best wishes!!

  • m88

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