Diana Gabaldon,  Outlander

Diana Gabaldon racconta di sé, del suo rapporto con George R.R. Martin, di Outlander e tanto altro

Diana Gabaldon Outlander

Se Diana Gabaldon vuole sapere come la sua vita cambierà adesso che i suoi romanzi “Outlander” sono stati trasformati in una serie TV, tutto quello che deve fare è chiedere all’autore George R.R. Martin (“Le cronache del ghiaccio e del fuoco” su cui si basa “Game of Thrones”).

Non sarà affatto un problema. I due fanno colazione insieme ogni due mesi.

“Vive a Santa Fe (New Mexico) a tempo pieno e mio marito ed io abbiamo una piccola casa proprio lì”, afferma Diana Gabaldon. “Ogni due mesi circa, faccio colazione con George”.

I due autori – ciascuno di essi ha venduto decine di milioni di libri – sono vicini anche in un altro senso: “Game of Thrones” è girato in Irlanda, mentre “Outlander” in Scozia, dove ha inizio il primo romanzo della Gabaldon. La serie storico-drammatica sfrutta il verde, le dolci colline, i castelli secolari e altri monumenti del patrimonio della Scozia.

Come “Game of Thrones”, “Outlander” è una storia epica, ma con un tocco di fantascienza. La serie segue le avventure di Claire Randall (interpretata dall’attrice irlandese Caitriona Balfe). Per prima cosa incontriamo Claire come infermiera militare mentre rattoppa soldati sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale. Alla fine della guerra lei si riunisce con suo marito Frank, che ha servito nella sezione dei servizi segreti britannici MI6 come capo delle spie (Tobias Menzies, Edmure Tully in “Game of Thrones”).

La loro seconda luna di miele viene presto interrotta, tuttavia, quando Claire viaggia misteriosamente indietro nel tempo arrivando nella Scozia del XVIII secolo. Lì s’imbatte in un clan di highlanders che lottano per l’indipendenza della Scozia. L’infermiera sutura le ferite del guerriero Jamie (interpretato dall’attore scozzese Sam Heughan), e prima che possa dire “haggis” è costretta in un secondo matrimonio “rovente”. 

La serie è stata già rinnovata per una seconda stagione dall’emittente via cavo statunitense Starz, che ha trasmesso la Premiere di “Outlander” poche settimane fa.

Diana Gabaldon, che non dimostra i suoi 62 anni, dice che la sua carriera come autrice di best-seller sia un “puro caso”. Suo padre Tony, un senatore dello stato dell’Arizona, le diceva che fosse pessima a giudicare le persone e sarebbe finita col “sposare qualche barbone”, spingendola ad ottenere una buona istruzione. Ha guadagnato parecchie qualifiche nel campo della scienza, tra cui un dottorato di ricerca in ecologia comportamentale.

Divenne una ricercatrice universitaria a tempo pieno presso l’Arizona State University, annoiandosi nello scrivere recensioni di software e articoli tecnici:

“Mi piaceva la ricerca, ma sapevo che in realtà sarei dovuta essere una scrittrice di romanzi, e così quando ho compiuto 35 anni mi sono detta: ‘Beh sai, Mozart è morto a 36 anni, forse è meglio se ti dai una mossa!'”.

Ha deciso di iniziare a scrivere un libro entro il suo compleanno successivo, solo per far pratica. In un primo momento pensava di affrontare il genere mistery, ma poi ha pensato: “No, i misteri hanno trame”. Credeva che il libro più semplice da scrivere sarebbe stato un romanzo storico.

“Sembrava più facile cercare le cose piuttosto che crearle, e se non avevo immaginazione, avrei potuto rubare le cose dai documenti storici”.

La Gabaldon ebbe l’idea di far viaggiare nel tempo un’intelligente donna moderna, scegliendo come periodo storico il Settecento dopo aver visto un episodio di “Doctor Who”. Non voleva che la sua infermiera Claire fosse troppo moderna, però, affidandosi a macchine di risonanza magnetica o altro del XX secolo. Grazie alle sue ricerche era informata sugli antibiotici, anestesia e antisepsi in largo uso durante la Seconda Guerra Mondiale e così la Claire temprata-dalle-battaglie era nata.

Vestita con un’enorme gonna e altro abbigliamento d’epoca mentre salutava alcuni giornalisti, Diana Gabaldon è stato inserita di “nascosto” nel suo show come un extra. Ha due battute ed è rimasta stupefatta per come gli scenografi e costumisti hanno dato vita al mondo che lei ha creato. La scena cerimoniale è situata all’interno della grande sala di un castello, dove prende il suo posto tra decine di altre semplici comparse.

“L’aspetto più bello di vederlo realizzato a livello visivo è che riconosco la struttura della storia. Molte delle scene sono prese direttamente dal libro”.

Il piano originale per il primo libro, “Outlander”, pubblicato nel 1991, era quello di trasformarlo in un film. È stato opzionato quattro volte. Man mano che la storia si è ampliata in diversi libri, Diana era “terrorizzata” che qualcuno sarebbe riuscito a stipare tutto in un film della durata di due ore.

Una volta che il panorama televisivo si è spostato verso grandi, miniserie storiche come “Game of Thrones”, “Vikings” e “Downton Abbey”, i progetti di trasformare i romanzi in una serie hanno iniziato a prendere piede.

Soprattutto quando Ronald D. Moore – che per quattro anni ha cercato di acquistare i diritti – è stato assunto come produttore esecutivo. Un veterano di “Star Trek: The Next Generation”, Moore è venerato nell’universo fantasy/sci-fi come una specie Jedi.

Ha barattato i Klingon (specie extraterrestre umanoide dell’universo fantascientifico di Star Trek, sviluppata da Moore in “Battlestar Galatica”, n.d.r.) per i kilt per lavorare ai libri della Gabaldon. Quando ha letto il suo pilot di “Outlander”, Diana gli ha detto: “Questa è l’unica sceneggiatura scritta basandosi sul mio lavoro che non mi abbia fatto impallidire o scoppiare in fiamme!”

Moore sente che l’eroina della Gabaldon conquisterà facilmente il pubblico in questo romantico viaggio nel tempo.

“E’ un personaggio moderno, anche se proviene dagli anni ’40” dice Ron Moore. Dai corsetti al linguaggio (alcune scene sono parlate in gaelico), Claire è essenzialmente in un mondo che le è completamente estraneo.

“Parteciperemo anche noi a questo viaggio e mostreremo il XVIII secolo proprio come era, vale a dire un luogo abbastanza strano.”

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