Caitriona Balfe,  Interviste,  Outlander

Caitriona Balfe parla di Claire e del suo rapporto sensuale con Jamie in "OUTLANDER"

Tornare a casa non è mai stato così difficile.

Per l’eroina di Outlander Claire Randall (Caitriona Balfe), un’infermiera militare divisa tra due vite, la sua missione per ritornare alla vita che le appartiene nel 1945 insieme all’amorevole marito, Frank Randall (Tobias Menzies), è appena diventata più difficile da realizzare. Catapultata indietro nel tempo fino al 1743 in Scozia, Claire è costretta ad adattarsi a un mondo completamente nuovo – in particolare all’affascinante highlander scozzese Jamie Fraser (Sam Heughan), con il quale condivide immediatamente un’intesa e viene a conoscenza del suo passato violento. Le cose non si mettono bene per Claire, la cui presenza e profonda conoscenza mette in allerta gli abitanti di Castello Leoch. E’ una spia? Ci si può fidare di lei? Dopo che il suo biglietto di ritorno per casa le viene bruscamente portato via dal Laird Colum Mackenzie (Gary Lewis), Claire si ritrova ad un bivio con nessuna strada ben chiara davanti a lei per fare ritorno al suo tempo.

Mentre le riprese si avvicinano alla conclusione della prima stagione composta da 16 episodi (STARZ ha già rinnovato Outlander per una seconda stagione >> leggi articolo QUI), Caitriona Balfe parla a The Hollywood Reporter degli eventi della seconda puntata “Castle Leoch”, dell’immediata  intesa di Claire con Jamie e di cosa si prova ad essere un outsider in un altro tempo.

Nel secondo episodio, Claire sta cercando di adattarsi per affrontare questo nuovo mondo e periodo storico. Qual è il suo atteggiamento mentale  mentre tenta di scoprire un tempo a lei estraneo?

Quando apriamo l’episodio 2, lei in un certo senso è ancora scossa da questa cosa molto bizzarra che le è capitata. Questo viaggio con gli highlanders è stato molto surreale. Senza sosta. Sta ancora cercando di capire dove si trova. Non sa nemmeno che ora sia, veramente. Ha una vaga idea ma in realtà non ha alcun tipo di informazione.

Quando la incontriamo al castello, abbiamo questa grande scena d’apertura in cui si prepara per l’incontro con il Laird. Questo è il momento in cui vediamo i meccanismi iniziare a girare nella sua testa e deve capire molto velocemente in che periodo storico è finita. Deve accertarsi molto in fretta in che posto si trova e in che situazione, usando quello che ha imparato prima da Frank e cercando di sfruttare qualsiasi cosa vede intorno a lei per individuare dove si trova e come può mettere in atto la sua via di fuga.

Non tutti sarebbero stati in grado di mettersi nei panni di Claire e cavarsela come fa lei. E’ una persona che sa come tirarsi fuori da situazioni complicate grazie alla sua parlantina.

L’aspetto interessante di Claire è che si è trovata in un’epoca storica insidiosa proprio prima di questa – lavorando in prima linea durante la Seconda Guerra Mondiale. Sono certa che sia stata esposta molto al contatto con soldati e suo marito Frank. Comprende l’idea di essere messa in discussione, di non rivelare troppo, di guardare e accumulare quante più informazioni possibili prima di rivelare qualsiasi cosa sul tuo conto.

E’ il bello di come questa storia è stata scritta. E’ come se ogni cosa conduce ed alimenta il momento successivo. E’ grandioso nella prima cena che lei ha con i MacKenzie al castello. Vedi Colum che cerca di riempirla di alcol. C’è una parte di lei che vuole solo rilassarsi, mangiare e bere, sentirsi in qualche modo normale. Poi realizza velocemente “Questo non è un luogo in cui posso rilassarmi quando voglio”. Le ci vuole un attimo per rendersi conto di questo, ma ha avuto tutte quelle esperienze precedenti che in un certo modo l’hanno preparata per questo momento.

Ci sono momenti nel suo monologo interiore in cui sa che deve trattenersi dal dire ciò che pensa, come nel caso della condizione medica di Colum. Come affronta quella situazione?

Credo che quel momento rappresenti Claire prendere fiducia in se stessa, della serie “So cose di questo tempo. So certe cose che queste persone non conoscono”. Ciò le permette di credere che può sopravvivere e forse trovare la sua strada o capire un modo per essere utile. Potrebbe usare le informazioni di cui dispone per cavarsela. Quello che sa di Colum è importante perché, conoscendo quello che lei sa sulla sua condizione, lei diventa più empatica nei suoi confronti, e lo rende più umano per lei, quindi non è più questa figura così intimidatoria. Ha questa triste informazione sulla sua salute, e ciò le permette di guardalo in modo diverso. E’ in grado di capire l’equilibro di potere tra Dougal e Colum, che entra anche in gioco.

In generale penso che lei creda, a  questo punto, che non resterà lì a lungo. C’è un bel momento in cui lei trova piacere nell’accogliere questo periodo e imparare qualcosa su questo tempo, un po’ come guardarlo con l’incanto di qualcuno che ha la possibilità di avere una finestra in un altro tempo e in un altro luogo per vedere com’era davvero la vita. E’ una persona interessata alla storia e alle persone. Questo le consente di alimentare tale interesse.

Hai accennato che lei sente che questo sia solo un soggiorno temporaneo. C’è un momento specifico in cui crede che questo diventerà un posto dove invece resterà per un lungo periodo di tempo? Come viene a patti con questo?

Credo che avvenga quando Colum le dice che dovrà restare [alla fine dell’episodio]. Crede di aver perso il suo biglietto per andare via da lì. Claire non sa se potrà far ritorno, o se quando torna indietro riuscirà a ritornare al suo tempo o in un altro. Non capisce ancora i meccanismi di cosa le è  successo. Quindi il suo obiettivo è di uscire in qualche modo dal castello, tornare da dove è venuta e vedere se lì può trovare delle risposte. Perciò quando Colum le dice che resterà, è devastante per lei perché tutto ad un tratto è diventata prigioniera in un luogo molto fortificato. Questo non è un posto da cui può semplicemente andarsene a piedi. Ci sono persone che la controllano tutto il tempo.

All’inizio c’è un momento di fascino del tipo “Wow, era davvero così la vita a quel tempo”. Ce lo chiediamo spesso, “Se potessi tornare indietro nel tempo, in che epoca ti piacerebbe tornare?” C’è questa sensazione per alcuni momenti della storia: “Mi chiedo com’era davvero la vita. Mi chiedo com’erano le persone. Erano come noi? Hanno provato le nostre stesse sofferenze e tribolazioni?”

Mi piace il modo in cui gli scrittori hanno scelto di prendersi il loro tempo mostrando Claire adattarsi a quel periodo di tempo perché la vedi  dire, “Ho cinque giorni. Cosa farò in questi cinque giorni? Voglio sfruttarli al massimo”. Questo è il bello di Claire: cerca di trarre il meglio da ogni situazione. Quando pensa di avere a disposizione una certa quantità di tempo in quel posto, cerca veramente d’integrarsi alla vita del castello. C’è un grande momento quando vede Dougal giocare nel cortile con i bambini. Amo quei piccoli momenti, perché che ci mostra realmente il suo interesse per le persone e l’umanità. Emerge la sua compassione. Ma poi quando le comunicano che dovrà restare,  è devastante.

L’intesa di Claire e Jamie è stata quasi istantanea, e nell’episodio di stanotte [“Castle Leoch”] le cose sono diventate piuttosto intime. Cos’è che attrae Claire?

Penso che ci sia stato l’immediato riconoscimento di un’anima gemella. Qualsiasi sia la ragione c’è chimica tra loro, e lui non sembra come il resto degli altri uomini lì. C’è qualcosa di diverso in lui. Diventa un amico e un alleato. Dougal e Angus sospettano molto di Claire. Sono annoiati dalla sua presenza, e non la trattano nemmeno molto bene. Jamie ha questo lato gentile e dolce. Ha anche acume e umorismo. Molto velocemente, quello che vedrete è lo sviluppo della loro amicizia.

Continua anche a conoscere più elementi della sua storia, compresa la fustigazione. Quando scopre questa parte della sua storia, come cambia la sua opinione di Jamie?

Vede la sua schiena per la prima volta ed è un momento forte. Quando vedi qualcuno segnato così profondamente dalla guerra – e questo è di nuovo uno di quei momenti in cui la sua esperienza passata entra in gioco. Ha già trattato uomini come lui, ma mai lo stesso tipo di situazione. La storia di cosa accade a sua sorella e anche il modo in cui lui la racconta. Ovviamente c’è del profondo dolore, ma lui lo alleggerisce. Si apre davvero con lei in modo onesto, ma senza alcuna autocommiserazione.

Queste sono cose di lui che attraggono Claire. E’ una persona che ha sopportato così tanto dolore ma non sembra avere quell’amarezza. La sua anima e il suo spirito non sembrano essere corrotti, e penso che sia qualcosa che la intriga molto. Lo rendono un tipo diverso di persona che non si è indurito a causa di quello che gli è successo. Il fatto che si sia aperto nei suoi confronti ha anche molto a che fare con il comportamento di lei. Ha quella qualità che lo spinge a fidarsi subito di lei. Il fatto che lui si fidi di lei e si apra a lei rende più profondo il loro legame.

Che cosa possiamo aspettarci per Claire adesso che non c’è più un programma preciso per il ritorno alla sua epoca?

Claire è sempre piena di risorse e molto resistente. Anche in questo caso, penso sia il risultato di aver vissuto una lunga guerra. Farà ricorso alle risorse che ha. Vedremo molto delle sue abilità mediche in azione. Aspetta il suo momento per vedere quali opportunità si presentano per tentare di trovare un modo per scappare. Nonostante finisce con accettare questo periodo di tempo, nonostante abbia questa intesa con Jamie, sono tutte cose secondarie per lei. Il suo scopo principale è ritornare al proprio tempo. Vedremo molti momenti in cui sfrutta il meglio di ogni situazione che le capita per capire come ritornare alle pietre.

C’è un momento particolare a cui sei legata e porti nel cuore?

Sono stati tutti magnifici. E’ stato tutto davvero così travolgente e fantastico. C’è stata una cosa divertente domenica notte. Ero in un ristorante a Glasgow, e stavo scendendo le scale. Una donna mi è passata davanti dicendomi “Oh mio Dio, che stai facendo qui?”. Non sapevo chi fosse e le ho risposto “Scusi?” e lei “Oh no, scusami, ti seguo su Twitter. Non mi aspettavo di vederti qui”. E’ stato piuttosto bizzarro perché mi parlava come se ci conoscessimo da tanto tempo. E’ stato molto divertente, e abbiamo anche avuto una piacevole chiacchierata sul fatto se avesse visto l’episodio. Questa è la prima volta che mi succede per caso di persona.

E’ stato bellissimo incontrare i fans a San Diego e a New York. Ci sono molte donne che ho riconosciuto da Twitter. E’ stato così bello incontrarle di persona. C’era la donna che gestisce le “Catriots”, come le mie fans hanno scelto di chiamarsi. [Le followers di Sam Heughan si chiamano “Heughligans”]. Hanno raccolto già tanto denaro per beneficenza. Incontrare April, che è il capo delle Catriots, è stato bellissimo per poterla ringraziare finalmente di persona.

L’accoglienza al Comic Con è sembrata calda.

E’ stato davvero divertente, davvero cool. Ce la siamo tutti spassata da matti, soprattutto nel bel mezzo della produzione. Sentivi di essere come in una bolla, ma dopo otto mesi di riprese, avevi bisogno di un po’ d’incoraggiamento. E’ stato bellissimo andarci e incontrare i fans. Siamo tutti ritornati a lavoro più rinvigoriti. Questo è stato il bello di tale esperienza.

 

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