Interviste,  Outlander,  Sam Heughan

Sam Heughan intervistato da "Interview Magazine"

Sam Heughan for Interview Magazine

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Quando frequentava ancora la scuola di recitazione alla Royal Scottish Academy of Music and Drama, Sam Heughan è stato nominato per un Lawrence Olivier Award, la più alta onorificenza teatrale del Regno Unito. La categoria era “Best New Comer”, e lo spettacolo teatrale si chiamava “Outlying Islands” del regista Noel Clarke. “Non mi aspettavo di vincere,” il 34enne attore Scozzese spiega a Interview Magazine, “anche se nel momento in cui stavano per annunciare il vincitore ho pensato: ‘Oh mio Dio, spero davvero di non vincere’ Devi fare un discorso, e non ne avevo scritto uno”, continua. “Mi piace interpretare un personaggio, ma odio essere me stesso mentre faccio questo genere di cose.”

Dopo la cerimonia, Heughan si è cambiato, togliendosi il kilt che aveva affittato, in un bagno alla stazione degli autobus di Victoria Coach Station ed è tornato a scuola. Malgrado la nomination sia stata impressionante – e comprovante del suo valore – in particolare durante il suo primo anno alla scuola di recitazione, l’insegnante principale di Heughan non aveva usato mezzi termini per dirgli: “Non sai recitare.”

“Ti demolisce”, l’attore scozzese racconta nel corso di una visita a New York. “Ma fa parte dell’intero processo, farti crollare –  ti fa davvero continuare a concentrarci sulla tua arte e come ti esibisci”.

Dodici anni dopo, Sam Heughan, cresciuto sulle terre di un antico castello in Scozia, è la star dello show di maggior successo della Starz, Outlander. L’attore interpreta Jamie Fraser, il forte e al tempo stesso sensibile interesse amoroso di Claire (Caitriona Balfe) nelle Highlands Scozzesi del 18° secolo. Anche se, a metà della prima stagione, Claire e Jamie sono sposati, la loro storia d’amore è tutt’altro che semplice. Claire proviene dagli anni ’40 post Seconda Guerra Mondiale, ed è stata trasportata indietro nel tempo per caso. Per tutta la serie, deve costantemente scegliere tra i suoi sentimenti per Jamie, e tornare a casa dal marito Frank e ad un’epoca dove le è concessa qualche garanzia legale.

EMMA BROWN: Ricordi la prima volta che hai visitato New York?

HEUGHAN: La mia prima visita è stata quando mi sono preso due anni dopo aver concluso la scuola. Non sapevo che cosa volevo fare, così ho lavorato e viaggiato molto, sono volato a San Francisco, e viaggiato lungo la West Coast con l’autobus, fino a New Orleans, andando in Messico, e poi ho risalito la East Coast. New York è stata l’ultima tappa del mio viaggio. Non mi erano rimasti soldi e mi sentivo molto perso. Avevo abbastanza denaro per una notte in un ostello e non sapevo cosa fare. Ho pensato: “Ho intenzione di spendere questi soldi, salirò sull’Empire State Building.” E questo è quello che ho fatto. Sono andato lì, ho visto il panorama e mi sono detto: “E’ incredibile.” Val Kilmer era lì, per qualche ragione.

BROWN: Che casualità!

HEUGHAN: Sì. Poi sono tornato giù e mi sono detto: “Adesso ho davvero bisogno di capire che cosa voglio fare.” Sono tornato all’ostello e c’era un biglietto lasciato lì per me da uno dei miei migliori amici nel Regno Unito. In qualche modo aveva scoperto che mi trovavo lì e diceva: “Vieni a stare con me e la mia famiglia”. Ho pensato “Meno male”. Ma sono stato qui molto spesso. Sono stato qui per la maratona; che poi è stata cancellata. Mi ero allenato ma poi è accaduto Sandy [l’Uragano Sandy, che nell’Ottobre 2012 ha provocato la più grande inondazione dell’ultimo secolo a New York, n.d.r.].

BROWN: Quando hai deciso di presentare domanda d’ammissione alla scuola di recitazione?

HEUGHAN: La recitazione mi ha sempre interessato. Ricordo che mi trovavo su una barca a Pensacola ed ero molto immerso nei miei pensieri – pensavo, quando torno nel Regno Unito, ho intenzione di esplorare molto più di questo mondo. Così sono tornato e mi sono iscritto al Lyceum Youth Theatre ed è stato semplicemente meraviglioso. Sono stato lì con loro per un anno. Abbiamo fatto workshops. Sono stato inserito in un paio di produzioni tramite il Lyceum a Edimburgo, anche come “Comparsa Numero 2” o altro –  ma mi ha davvero dato un’idea di cosa sia la recitazione. Da bambino andavo ogni mese a teatro per vedere tutto ciò che era in programma. Penso che la mia passione sia nata proprio da qui.

BROWN: Provieni da una famiglia di artisti?

HEUGHAN: Sì. Mia mamma è un’artista. Credo che ciò aiuti; lei è molto favorevole. Mi ha sempre messo in guardia sul fatto che questa non è una carriera facile. Penso che per chiunque lavori nel campo delle arti, e lavorando in proprio, sia molto difficile.

BROWN: Davvero ti chiami come Samwise Gamgee?

HEUGHAN: [ride] Beh, sì. Sul mio certificato di nascita è solo Sam, ma mio fratello ha un nome che deriva da ‘Il Signore degli Anelli’. E’ Cirdan, il maestro d’ascia alla fine del Signore degli Anelli che li conduce ovunque sia il posto dove tutti vanno quando gli elfi lasciano la terra. I miei erano dei grandi hippie.

BROWN: Ti identificavi con Samwise quando leggevi i libri da bambino?

HEUGHAN: Per me è sempre stato “Non voglio essere lui!” Perché è così gentile, onorevole e buono, ed io volevo essere Bilbo. Volevo essere più pericoloso, meno affidabile. E’ divertente, però, come da bambino pensi già,”Chi voglio essere e come mi vedo?”

BROWN: Abbiamo fatto un pezzo su Laura Donnelly, che ha frequentato la scuola di recitazione con te e interpreta tua sorella in Outlander, e lei ha detto che era insieme a te quando hanno annunciato il tuo casting per interpretare Jamie, e i tuoi seguaci su Twitter sono aumentati in modo esponenziale. E’ stato qualcosa d’intenso?

HEUGHAN: E’ successo perché eravamo al Circolo Polare Artico a fare questo piccolo strano film. La base della produzione era una vecchia scuola e noi tutti mangiavamo, bevevamo, provavamo, passavamo il tempo lì. Eravamo un vero gruppo. E’ stato davvero strano trovarsi nel bel mezzo di questi fiordi, in questo paesaggio mozzafiato nel bel mezzo del nulla, e andare su Twitter o Facebook e vedere tutto questo entusiasmo e fermento al riguardo. Lei è fantastica nello show. Sono molto fortunato perché ci conoscevamo già, siamo andati a scuola di recitazione insieme, non eravamo nello stesso anno, ma ci conoscevamo molto bene e uscivamo spesso insieme. Anche il ragazzo che interpreta Ian, il mio migliore amico che arriva nella seconda parte della stagione, era un paio di anni avanti a me [alla scuola di recitazione] e lo conoscevo.

BROWN: Jamie è un bravo ragazzo e  ha molto buone intenzioni. Adesso ti va bene non essere come Bilbo?

HEUGHAN: Cerco di trovare il più possibile dove non lo è [il bravo ragazzo]. Sarebbe molto noioso se fosse solo questo bravo ragazzo. Penso che nella prima parte della stagione, può sembrare in questo modo, ma perché è dal punto di vista di Claire, tutto [lo show] è dal punto di vista di Claire, e lei non sa cosa sta succedendo. Poi, nella seconda parte della stagione, iniziamo a vedere anche dal suo punto di vista [di Jamie] quello che ha dovuto superare. Vediamo che lui ha questi rapporti con la sua famiglia che non ha ancora affrontato; è testardo, è orgoglioso. Lui la punisce, il che potrebbe essere considerato sbagliato, e quindi inizia ad avere difetti. Verso la fine della stagione, abbiamo alcune cose davvero intense con Black Jack Randall e si comincia a scoprire chi è veramente Jamie, ed è emozionante per me come attore. Non puoi lasciare che il personaggio o una relazione ristagni; devi continuare ad apprendere chi è, a familiarizzare e saperne di più. Ecco perché questo lavoro mi piace così tanto. Mi sorprende ancora, non so chi sia, e mi rifiuto di prendere decisioni su chi sia perché voglio essere sorpreso e scoprire altri lati di lui.

BROWN: Pensi che si possa conoscere troppo di un personaggio?

HEUGHAN: Sì. Forse mi sbaglio, ma credo che bisogna essere sorpresi. I personaggi non sanno quello che stanno facendo tutto il tempo, non sai dove stai andando o perché dici qualcosa. E’ importante cercare di capire, ma ci deve essere un punto in cui dimentichi tutto il tuo lavoro e tutta la tua preparazione e lasci che il personaggio prenda il sopravvento.

BROWN: Hai fatto un paio di interviste in cui hai portato in giro [figurativamente] le persone attraverso la Scozia o degli assaggi di Scotch per promuovere lo show. Come ti senti a questo riguardo?

HEUGHAN: Amo le degustazioni di whisky e parlare della Scozia, ne sono entusiasta. Certamente non voglio che lo show, o la Scozia, vengano fuori come un cliché – c’è molto più di quello nel Paese – e credo che il nostro show lo faccia emergere. Ma è tutto in lieve chiave ironica. Certamente la stampa è un aspetto molto diverso della recitazione che non avevo mai nemmeno preso in considerazione – non l’ho mai fatta nella scuola di arte drammatica. E passo più tempo a fare questo che a fare il mio lavoro, il che è davvero strano. E’ una forma d’arte anche questa, credo. Sono in costante fase d’apprendimento su come fare stampa. Questa mattina, sono volato dormendo circa quattro o cinque ore e mi ritrovo a dover rispondere a domande in rapida successione alle 10:00 del mattino, cercando di essere spiritoso e divertente e penso: “Questo non è proprio quello che avevo in mente per me.” Ma è una parte necessaria del lavoro. Dovrei essere così aperto con la stampa? Forse dovrei essere un po’ più riservato? Puoi nasconderti un po’, ma non si può essere qualcun altro, devi essere te stesso. Quindi cerco di esserlo.

BROWN: Ho letto che hai fatto il provino per Game of Thrones, è vero?

HEUGHAN: Si. Diverse volte. Ho incontrato i produttori un paio di volte e vari personaggi. C’è stato un periodo in cui ogni attore britannico voleva una parte nello show. Ero così entusiasta, mi è piaciuto molto. Sentivo che sarebbe stato un enorme show, e certamente lo è, sono un grande fan di GoT. In un certo ‘strano’ modo, [il ruolo di Jamie Fraser] è una parte migliore, è una parte più lunga, è più a lungo termine. [In Game of Thrones] alcuni dei loro personaggi sono davvero minori, vanno e vengono e consiste molto di più nel far parte di un gruppo. Mentre Jamie è un personaggio con il quale spero di poter vivere per un po’ e vedere realmente svilupparsi e diventare una persona diversa.

BROWN: Ti stanno offrendo più ruoli per via di Outlander?

HEUGHAN: Mi ha aperto un sacco di porte. Sono diventato un po’ più commerciale, immagino. Ho appena fatto un film indipendente, siamo riusciti a ottenere finanziamenti più o meno grazie ad Outlander. E’ un progetto che amavo da un paio di anni, siamo riusciti a girarlo durante una pausa [dello show] – in quattro settimane di riprese. Penso che sia una bella storia, completamente diversa da Outlander. Ho avuto tanti incontri di lavoro recentemente su varie cose, il che è eccitante. Sono nell’ambiente abbastanza a lungo ormai – lavoro come attore dal 2002. Sono molto consapevole del fatto che a un certo punto, non sarò più così celebre, perciò mi sto godendo il momento. So che non andrà sempre tanto bene, ma sono preparato a questo.

BROWN: C’è molta pressione per capitalizzare sul tuo attuale successo?

HEUGHAN: No, non la penso così. Il mio agente probabilmente dirà qualcosa di diverso, la mia pubblicista certamente dirà il contrario. Ma non ho bisogno di farlo. Non ho bisogno di avere successo. Amo il teatro e mi piace recitare finché lo faccio sentendomi felice e imparando. Se finisco col tornare nel Regno Unito per fare un po’ di teatro, grande! Sarebbe fantastico. Il mio amico stava facendo del teatro presso il pub Old Red Lion in Angel [a Londra]. Era una piccola recita su una squadra Scozzese di wrestling – una roba totalmente fuori di testa – in questo piccolo spazio. Ed io ero seduto a guardare pensando “Dio. Voglio farlo!” Poi ho avuto un provino ieri per un grande film ed è stato fantastico. Sono entusiasta all’idea di avere l’opportunità di farlo.

BROWN: C’è qualcuno la cui carriera hai sempre ammirato?

HEUGHAN: Ho sempre ammirato James McAvoy, anche lui Scozzese. Lo conoscevo dai tempi della scuola di recitazione – è stato il mio mentore. Lui stava finendo quando io ho iniziato la scuola di recitazione. Abbiamo avuto lo stesso agente. Così ho sempre guardato a lui, credo abbia avuto una grande carriera. E’ un grande attore. Ma mentre crescevo, erano gli attori di teatro in Scozia che ammiravo davvero. Ricordo che c’era questo attore che avevo visto da bambino in Macbeth e Amleto. Poi l’ho incontrato e ho lavorato con lui in una produzione e ho pensato: “Oh mio Dio, questi sono i miei colleghi”, ed è davvero gratificante. Accade lo stesso in Outlander, abbiamo questi grandi attori, Simon Callow e Bill Paterson. E’ bello sentirli parlare tra di loro dei vecchi tempi e vecchi lavori.

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