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Outlander su SFX Magazine – Settembre 2014

SFX Magazine feat Outlander

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5 cose da sapere sull’adattamento tv dei romanzi sui viaggi nel tempo scritti da Diana Gabaldon ambientati nelle Highlands…

1. L’AUTRICE E’ A BORDO

Nel giro di 23 anni e 8 imponenti romanzi, la saga storico/science fiction/fantasy “Outlander” dell’autrice Diana Gabaldon è diventata un fenomeno mondiale. Per anni è stata considerata eccessivamente epica per farci un film, così il produttore esecutivo/showrunner Ron Moore ha deciso invece di trasformare il primo libro in una serie tv di 16 ore con la benedizione della Gabaldon.

“E’ stata molto generosa”, dice il creatore di Battlestar Galactica riguardo la sua collaborazione con l’autrice. “Sin dal principio mi ha detto ‘Guarda, lo so che ci saranno dei cambiamenti. Capisco cos’è un adattamento. Non sono una scrittrice televisiva. Tu sì ed io non verrò a dirti come fare il tuo lavoro.’ E’ stato un atteggiamento davvero incredibile quello che ha avuto ed è stata di parola”.

2. UN’INFERMIERA E’ IL FULCRO DELLA STORIA

Il primo romanzo Outlander inizia nella Scozia post Seconda Guerra Mondiale, e descrive la strana storia di un’infermiera dell’esercito inglese Claire Randall (Caitriona Balfe), trasportata indietro nel tempo, nelle Highlands Scozzesi del 18° secolo attraverso un cerchio di pietre. Moore crede che Claire sia il fulcro della serie e il ruolo richiedeva un’attrice dal talento raro.

“La caratteristica chiave di Claire per me era che fosse intelligente”, spiega. “Doveva essere qualcuno di veramente sveglio, qualcuno che dovevi guardare in camera mentre pensa, che non è una cosa semplice. Ma con Caitriona, in ogni scena non riesci a distogliere lo sguardo da lei!”.

3. L’ELEMENTO SCI-FI E’ APPENA PERCEPIBILE

Per Outlander, Moore ha preso la decisione cosciente di gestire l’elemento sci-fi in maniera più leggera rispetto a quanto ha fatto in passato.

“Come Claire attraversa il cerchio di pietre e come realizzarlo in camera è stata una grande questione”, dice. “Sapevo che non volevo vedere una grande luce da fantascienza, e non volevo vederla scomparire e ricomparire fisicamente. C’è voluto un po’ di tempo prima di arrivare all’idea di usare l’incidente in macchina a cui il suo personaggio si riferisce [come una metafora visiva]”.

4. LE RIPRESE COSTITUISCONO UNA SFIDA
Girando all’aperto in Scozia, Moore dice che la serie risulta più ricca in termini di autenticità, sebbene sia dura.

“Abbiamo iniziato lo scorso Ottobre e non concluderemo fino a metà Settembre”, spiega. “E’ probabilmente la produzione più difficile in cui sia stato coinvolto perché si tratta anche di un’opera storica in costume. Inoltre a differenza della maggior parte degli show non esiste una casa-base per questa serie. Non abbiamo set permanenti a cui tornare per risparmiare tempo e denaro”.

5. E’ REALIZZATO DA FANS

Con un fandom imponente alle spalle, Moore dice che sta cercando di mantenersi a distanza da tutto così che possa raccontare la storia attraverso un nuovo mezzo di comunicazione.

“Dobbiamo mantenerci a distanza dai siti fans”, spiega. “Dobbiamo fare del nostro meglio, ma siamo anche fans dei libri. Un sacco di persone nello show amano i libri e ne sono appassionate, perciò ci stiamo approcciando tutti sia come fans sia come produttori, e dobbiamo solo fidarci del nostro istinto nel gestirlo”.

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