The Skye Boat Song – Opening Theme

Chiunque abbia visto almeno un episodio di “Outlander” non può non esser rimasto affascinato dall’incantevole sigla d’apertura composta da Bear McCreary e cantata dalla meravigliosa voce di Raya Yarbrough.

Forse, quello che non tutti sanno, è che la canzone utilizzata in “Outlander” è il personale riarrangiamento di McCreary della sua canzone preferita del folk Scozzese, “The Skye Boat Song”, le cui liriche originalmente sono state scritte da Sir Harold Edwin Boulton, 2° Baronetto. Bear sentiva che il suo collegamento alla Rivolta Giacobita potesse essere appropriato per lo show, ma incontrò delle difficoltà a collegare la melodia originale della ballata con le liriche di Boulton. Fortunatamente arrivò in suo soccorso la vocalista (nonché moglie) Raya Yarbrough, la quale ricordava un altro set di liriche scritte da Robert Louis Stevenson. Queste erano molto più adatte alla storia di Claire, e cambiando un paio di consonanti per modificare il sesso di chi parlava, la connessione era ancor più diretta.

Le liriche originali narrano della fuga di Bonnie Prince Charlie dopo la sconfitta di Culloden, e riesce a scappare grazie all’aiuto di una giovane Scozzese di nome Flora MacDonald (per tal motivo diventata un’eroina Giacobita), travestendolo come sua domestica Irlandese e salpando con lui per l’Isola di Skye, da cui ha raggiunto tranquillamente la Francia, cinque mesi dopo esser fuggito dal campo di battaglia.

CONFRONTO DELLE LIRICHE

LIRICHE ORIGINALI

POEMA DI ROBERT LOUIS STEVENSON

VERSIONE ESTESA BEAR MCCREARY

Speed, bonnie boat, like a bird on the wing,
Onward! the sailors cry;
Carry the lad that's born to be king
Over the sea to Skye.

Loud the winds howl, loud the waves roar,
Thunderclaps rend the air;
Baffled, our foes stand by the shore,
Follow they will not dare.

[Chorus]

Many's the lad, fought in that day
Well the claymore did wield;
When the night came, silently lay
Dead on Culloden's field.

[Chorus]

Though the waves leap, soft shall ye sleep,
Ocean's a royal bed.
Rocked in the deep, Flora will keep
Watch by your weary head.

[Chorus]

Burned are their homes, exile and death
Scatter the loyal men;
Yet ere the sword cool in the sheath
Charlie will come again.
[Chorus:] Sing me a song of a lad that is gone,
Say, could that lad be I?
Merry of soul he sailed on a day
Over the sea to Skye.

Mull was astern, Rum on the port,
Eigg on the starboard bow;
Glory of youth glowed in his soul;
Where is that glory now?

[Chorus]

Give me again all that was there,
Give me the sun that shone!
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lad that's gone!

[Chorus]

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun,
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.
[Chorus] Sing me a song of a lass that is gone,
Say, could that lass be I?
Merry of soul she sailed on a day
Over the sea to Skye.

Mull was astern, Rùm on the port,
Eigg on the starboard bow;
Glory of youth glowed in her soul;
Where is that glory now?

[Chorus]

Give me again all that was there,
Give me the sun that shone!
Give me the eyes, give me the soul,
Give me the lass that's gone!

[Chorus]

Billow and breeze, islands and seas,
Mountains of rain and sun,
All that was good, all that was fair,
All that was me is gone.

[Chorus]

 

[Versione Estesa QUI]

In ogni stagione c’è sempre un sottile, ma evidente, cambiamento nella sigla iniziale. Questa scelta è del tutto intenzionale, perché a Bear McCreary piace cambiare “The Skye Boat Song” in base ai cambiamenti geografici della stagione. La musica e le immagini si uniscono per creare l’atmosfera che i creatori dello show desiderano per ogni stagione, adattandosi al luogo e alle tematiche che caratterizzano la storia.

Durante la seconda stagione, la musica cambia leggermente e un verso è pronunciato in francese piuttosto che in inglese. Questo per consentire agli spettatori di essere immediatamente immersi nella trama della trama francese e nell’intrigo che ne consegue. E’ stato aggiunto lo strumento a corda, viola de gamba, per riecheggiare un suono parigino visto che Jamie e Claire si trovano per la prima metà della stagione in Francia.

Nella seconda metà della seconda stagione, Outlander ha fatto un grande salto geografico e tonale, riportando Jamie e Claire in Scozia all’alba dell’insurrezione giacobita. La musica doveva tornare ai suoni scozzesi ossessionanti della prima stagione, con un’enfasi aggiuntiva su percussioni militari e cornamuse. Questo cambiamento è evidente con il nuovo tema principale nell’episodio 208, “The Fox’s Lair”. La traccia inizia di nuovo con la voce ossessionante di Raya Yarbrough, ma rimuovendo la viola da gamba e l’orchestra da camera che implicavano Parigi. Ritorna il tamburo bodhrán: l’iconico rullante scozzese s’intrufola dietro la sua voce, fornendo una sensazione distintamente militaristica. E’ una versione che ci prepara alla guerra.

La sigla della terza stagione evidenzia il post-Culloden, con una “The Skye Boat Song” più drammatica e introspettiva. Al posto di tamburi trascinanti, percussioni o viola da gamba, la voce di Raya è supportata da eterei archi d’orchestra e arpa celtica. Quando si raggiunge il momento più alto, McCreary elimina le percussioni e le grandi cornamuse per rappresentare la sconfitta degli scozzesi a Culloden e prefigurare i viaggi futuri.


Infatti, a partire dall’episodio 4×09, la coppia viaggia per la Giamaica e la sigla assume un tocco caraibico, rafforzata da caratteristici ritmi di tamburo.


Nella quarta stagione, la musica cambia abbastanza drammaticamente con il loro arrivo in America. Il ritmo è più lento, l’aggiunta di un banjo e una distinta sonarità bluegrass contribuiscono a dare una sensazione tipicamente americana.


Nella quinta stagione, c’è un ulteriore cambiamento: la nuova sequenza del coro è il risultato di un’intensa rielaborazione della quarta stagione.

“Il mio piano originale era, considerando che si trovano in America, di restare sulla musica bluegrass e fare degli adattamenti”, ha detto. “Ho iniziato a creare più armonie vocali per l’armonia bluegrass. A Ron D. Moore e agli altri produttori sono piaciute, così ne ho aggiunte altre. E come si può immaginare, è diventata un mostro di Frankenstein.” Moore ha suggerito di ridurre la strumentazione e così è nata la versione a cappella che oggi ascoltiamo.


McCreary ha spiegato che l’intro della quinta stagione “è stata la più stimolante”, in quanto non ci sono stati cambiamenti di location da affinare, poiché Claire e Jamie sono ancora residenti in America. Ma a questo punto dello show, i super fan di “Outlander” si aspettano un nuovo tema. Sebbene questa presunzione crei ulteriore pressione, McCreary era più che disposto a trovare una soluzione creativa.

“Non è semplicemente una questione geografica”, ha detto. “Il cambio del tema principale esprime un’evoluzione dei personaggi. Sapevamo che volevamo qualcosa di drammatico e cinematografico.”

Ma nonostante le varie versioni, alcune cose non cambieranno mai.

“Le cornamuse e l’influenza musicale scozzese e celtica sono molto radicate nella storia di Jamie e Claire”, spiega McCreary. “Sarà sempre il loro suono. Potrebbero andare su Marte, e userò ancora il flauto dritto o le cornamuse o il violino. È come una coperta per noi. Ci avvolgiamo.”

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