Diana Gabaldon,  Stagione 2

Diana Gabaldon parla della cover di EW, di Sam Heughan sul set, di Claire e molto altro…

diana gabaldon outlander

L’autrice Diana Gabaldon ha dedicato un po’ del suo tempo libero per rispondere a domande dei fans, sia della saga letteraria sia della serie tv, nello storico forum Compuserve. Questa volta ha chiarito dubbi riguardanti la “controversa” cover (con annesso servizio fotografico e interviste) dedicata ad Outlander sul magazine EW [per chi se li fosse persi, a fine articolo trovate tutti i vari link], alcuni aspetti sul personaggio di Claire in relazione a Frank e al Re Luigi XV (personaggio che incontreremo nella seconda stagione, quindi ATTENZIONE alla segnalazione SPOILER), la scelta della nuova cover di “Dragonfly in Amber” con una key art tratta dallo show e molto altro…

Di seguito una serie di risposte riguardanti la cover e il servizio fotografico EW, con considerazioni annesse sulla difficoltà di etichettare il genere dei suoi libri e le strategie di marketing…

Senza addentrarci in discorsi che porterebbero a domande sempre più complicate in merito alla cover e ai suoi ipotetici effetti sulla moralità pubblica, posso assicurarvi che nessuno dei due attori è stato obbligato o, peggio, “forzato” a fare nulla. Ad essere sinceri, entrambi [Sam e Caitriona] hanno fatto foto di nudo decisamente più esplicite (avendo visto scene come queste filmate, potrei dirvi cosa indossano realmente – non sono nudi – ma non disilludiamo nessuno…) e hanno fatto (insieme) servizi fotografici di natura sessuale ben più espliciti (sebbene con più vestiti addosso).

E (per quanto so dal clamore suscitato dalle foto per le cover dei romanzi collegate alla serie tv) i contratti per gli attori con status di protagonisti principali in un film importante o in una serie tv normalmente contengono termini che richiedono l’approvazione di qualsiasi foto da parte dell’attore e/o dai propri agenti.

(Posso anche dirvi – tanto dalla mia esperienza personale quanto dalla mia osservazione – che un servizio come questo genera centinaia di immagini. Quelle scelte per la pubblicazione sono attentamente considerate da molte persone prima che diventino di dominio pubblico.)

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Se sapessi quante volte ho visto “romanzo rosa” usato come descrizione dei miei libri – spesso da persone che lo utilizzano in modo abbastanza innocente, nella convinzione che a) i libri siano romanzi d’amore, b) pertanto nulla se non porno per casalinghe, e c) di conseguenza scritti in modo pessimo.

Più spesso, è utilizzato dagli addetti al marketing di ogni livello, solo perché pensano sia il modo più semplice e diretto per etichettare libri che non possono essere etichettati. Riconoscono (alle volte) che i libri non rispecchiano i sopracitati “a”, “b” e “c” ma trovandosi davanti al compito impossibile di provare a descriverli in un’area limitata, finiranno sempre per optare ad una variazione di “romanzo rosa sexy”. Dopotutto, i libri sono scritti da una donna e vedono per protagonista una donna, sono storici… cos’altro potrebbero essere?

L’unica difesa di cui dispongo è rispondere proprio come faccio: posto frequentemente piccoli assaggi dei libri, così che le persone possano vedere di cosa trattano. Poi queste persone parlano dei libri, e alcune delle persone a cui parlano provano interesse sufficiente da dargli un’occhiata – a quel punto, ho conquistato il 99% di essi. Ma se il fan entusiasta è poco giudizioso da usare le parole “storia d’amore” o “romance” nel descrivere tali libri, le possibilità di ottenere che altre persone li leggano calano drasticamente. Esiste una reazione istintiva “Non leggo quel genere di libro” che avviene nel preciso istante che si usano le parole “storia d’amore” o “romance”. (“Romanzo rosa”, stranamente, otterrà più persone disposte a dare un’occhiata, nella speranza di trovare scene di sesso.)

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A dire la verità, lo show mi esonera molto dal problema di far ottenere un certo livello di comprensione. Un aspetto caratteristico della serie tv è la sua invadenza. I miei libri non possono saltare giù dallo scaffale e forzare qualcuno a leggere un paragrafo, ma gli show televisivi possono e s’impongono al pubblico. (Starz, mi è stato detto, sta trasmettendo il trailer della Stagione 2 di Outlander dopo-ogni-show questo mese.) E lo show, come i libri, è e continuerà ad essere un fenomeno di passaparola.
Se hai visto lo show e/o hai letto i libri, sai cos’è e cosa non è. Spiegarlo a qualcun altro è una questione complessa. Il massimo a cui possiamo aspirare è che il lettore entusiasta o lo spettatore afferri un amico, partner o collega e dica “Devi leggerlo/guardarlo!” Fortunatamente, molti di loro fanno proprio questo, che Dio li abbia in gloria.
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Il problema del marketing è che a) è costoso, b) devi fare i conti con piccoli spazi, e c) ricerchi l’attenzione di persone che di attenzione non ne hanno molta da offrire. Quindi qualsiasi cosa fai deve essere compatta, concisa e davvero impressionante.
Usare un’immagine come questa sfrutta spudoratamente la tendenza innata degli umani ad essere interessati al sesso, e a guardare qualsiasi cosa (e intendo QUALSIASI COSA) che coinvolga il sesso. Così ottieni una prima occhiata – potresti non ottenere più di quella, dipende da un svariato numeri di fattori che non puoi controllare. Perciò concentri tutto in uno sguardo. In questo caso, usi un format che è immediatamente riconoscibile come “serie tv popolare”, “due personaggi principali”, “Scozia”. Fattori che permetterebbero allo spettatore di passaggio di cercare in seguito la serie, anche senza ricordare il suo nome, tentandolo di fermarsi a guardare quando vedrà passare un trailer di “Outlander”.
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Come ho già detto, gli addetti al marketing sceglieranno sempre, di base, l’opzione più facile: hai un uomo e una donna, ovviamente si tratta di una storia d’amore. Eliminate gli aggettivi, chiudeteli in un sacco ed è fatta!
Diciamo che una pubblicazione come EW non è ideata per essere presa seriamente, ma attira molti occhi! [*faccina che sogghigna*]

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In merito al genere “romance”, ci sono stati TANTI film estremamente popolari e ben accolti (e, forse, serie tv – non dedico abbastanza attenzione da saperlo con certezza) che sono innegabilmente storie d’amore. Le persone le amano, molte di queste storie diventano classici (VIA COL VENTO? CASABLANCA? sebbene vorrei far notare che questi non sono realmente “romance” per gli standard novellistici, visto che l’eroe e l’eroina non finiscono insieme alla fine… fondamentalmente, non c’è nulla di cui vergognarsi nel guardare un film o una serie tv che ha la parola “romance” nella sua distribuzione commerciale.
Ci sono libri così etichettati. Perché? Due ragioni mi vengono in mente:
1) le cover delle edizioni economiche. Decenni di raffigurazioni a petto nudo hanno condizionato il mondo dei lettori in generale, associando questa sorta di crudo invito sessuale alle parole “romanzo d’amore” e mentre esistono indubbiamente moltissimi lettori che amano queste cover… i lettori a cui non piacciono saranno per sempre esclusi dalla lettura di ottimi libri, per questo motivo. E come per ogni altro genere, il romance ha dei grandi libri, alcuni terribili, e molti che si trovano in una sorta di via di mezzo. A differenza di altri generi, il sesso è un elemento importante (anche nelle storie d’amore “dolci”, dove il comportamento fisico non va mai oltre un bacio casto o due); se hai attrazione romantica, hai tensione sessuale. Uno non è attratto da una persona dalla quale è fisicamente ripugnato – non funziona in questa maniera. Il semplice fatto dell’indiscutibile base sessuale del romance come genere lo sminuisce agli occhi delle persone che vedono il sesso in un certo modo – volgare, rude, sconveniente, “sporco” ecc… Se analizzo le lettere che ricevo, il 99,999% dei lettori vuole più sesso, mentre il rimanente .001% pensa che qualsiasi tipo di sesso descritto in modo esplicito non sia degno della Grande Letteratura. (Non so cosa abbiano letto queste persone, ma nutro sempre il desiderio di dare loro una lista…).
2) Cosa più importante, mentre tutti i generi vantano libri scritti male, il fatto che la narrativa mediocre su elfi, detective, esplorazione nello spazio, battaglie, bambini abusati o tossicodipendenti sia semplicemente noiosa… la narrativa mediocre sul sesso è ESILARANTE. Ci sono tantissimi libri sul sesso scritti in modo pessimo che si possono trovare tra i romanzi d’amore – non tutti, certo, ma è piuttosto facile trovarli. E avendo trovato un magnifico esemplare, il lettore generalmente sparisce per leggerlo a gran voce alla prima persona che incontra. Questo naturalmente porta ad una maggiore attenzione sul contenuto sessuale dei romanzi d’amore, nonché a dare l’impressione (di solito falsa, ma non sempre) che i romanzi d’amore siano in generale scritti male.
Conclusione? (sulla base di “vivide” copertine, sesso implicito o esplicito come elemento necessario del genere e ilarità della pessima scrittura sul sesso)… I romanzi d’amore non sono altro che porno scritto male per casalinghe, nel migliore dei casi.
Fortunatamente, ho letto solo uno o due articoli (fino ad ora) sullo show in cui l’autore afferma chiaramente come il genio inimitabile di Ron D. Moore sia riuscito a creare un grande show da un banale romanzo rosa. (Uno ha elogiato il coraggio di Ron nell’usare particolari scene – tutte provenienti direttamente dal libro, solitamente complete di dialogo – mentre sminuisce il libro definendolo come “un’immensa tea-cosy“. Alquanto apertamente, lei (sì, era una donna; le donne che disdegnano il romance sulla base di nobili principi sono molto più snob rispetto agli uomini), non aveva letto il libro e senza ritegno si è premurata dal renderlo ovvio, perché dopotutto come si potrebbe mai pensare di leggere qualcosa del genere?)
P.S. Outlander potrebbe legittimamente essere definito un romanzo d’amore, in quanto ha tutti gli elementi necessari, anche se metà di essi sono sovvertiti e c’è abbastanza materiale in esso che non troveresti mai in un romanzo d’amore (“tutta quella storia noiosa…!” come alcuni lettori hanno detto quando è stato pubblicato per la prima volta). Nessuno degli altri libri, tuttavia, potrebbe essere chiamato romance, a meno che non si parli delle definizioni del 18°-19°secolo, nelle quali “romance” è inteso come narrativa. O a meno che non si scelga di considerare qualsiasi libro nel quale i personaggi hanno relazioni importanti come romanzo d’amore. Il che potreste farlo, ovviamente, ma non io.

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Se controllate la mia pagina Facebook, metà delle persone che ha commentato è inorridita e blatera di “oscenità” e “soft porn” e di quanto sia terribile che [la cover] non rappresenti la profondità, la complessità ecc… dei libri, e – nei casi estremi – avendo visto questa foto, adesso lo show è “rovinato” per loro.
Voglio dire…le persone hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni e reazioni, ma penso che molte di queste siano un’enorme esagerazione per la cover di un magazine. Comunque… se qualcuno si sente in questo modo, non c’è problema.
Tuttavia, l’altra metà è affascinata, intrigata e/o eccitata dalla foto. Molti vedono la “storia” nella posa e nell’espressione, molti percepiscono un senso d’intimità emotiva e di protezione reciproca tra Jamie e Claire, e molti semplicemente ammirano l’estetica dell’immagine.
Solo una metà è dalla parte del “giusto”? No. Proprio come i libri e lo show, i lettori e gli spettatori si approcciano con il proprio background, le proprie percezioni, i propri pregiudizi e le proprie aspettative e risponderanno sulla base di ciò.

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Il reporter mi ha detto che loro, insieme a Sam e Caitriona, si sono divertiti molto durante il servizio fotografico, ma alcune delle foto erano “troppo spinte” per la cover. Non so chi abbia preso la decisione comunque (o quali fossero i loro standard…).

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Sulle cover dei libri tratte dalla serie tv…
Ho avuto grosse discussioni sulle cover legate alla serie tv, per via della propensione di chi si occupa del marketing alla Starz di inviare immagini di Jamie e Claire (interamente vestiti) che si fanno gli occhi dolci a distanza ravvicinata. Ho vinto queste battaglie, perché detengo il diritto d’approvazione sulle cover, e sono riuscita a costringerli a tirare fuori un’immagine per libro che non somigli ad un romanzo rosa (anche se ben fatta).

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Per quanto riguarda la cover di “Dragonfly in Amber” tratta dallo show,  l’editore ed io abbiamo discusso se usare l’immagine de “L’ultima Cena” nella sua intera larghezza ma eravamo d’accordo che l’orientamento fosse sbagliato per la cover di un libro, inoltre la maggior parte dei dettagli sarebbe andata persa. Ecco perché abbiamo optato per la versione modificata che ci concentra su Jamie e Claire e taglia parte dello sfondo.

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Nelle edizioni originali, ho fermato la casa editrice dal mettere immagini di persone in copertina – indipendentemente dalla posa, non c’è modo di indicare nulla di utile riguardo ai contenuti. Almeno le icone che usiamo possono intrigare il lettore quel poco che basta per fargli prendere il libro e vedere cosa diamine sia quella cosa… e se aprono il libro, c’è una buona possibilità che li abbiamo conquistati.

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Alla domanda “Come fanno Sam e Caitriona ad essere così rilassati durante il servizio fotografico per EW… (più curiosità dal set in Scozia)

Riescono a farlo ogni giorno, per 12 ore, 5 o 6 giorni a settimana, per 9 mesi (con una mini pausa per Natale). E’ lavoro; è quello che fanno. (E lo fanno allo stesso modo come io scrivo libri negli aeroporti – o sugli aerei – quando stai lavorando, sei concentrato nel lavoro, non a dove ti trovi fisicamente, e ciò che ti circonda lo noti solo quando altri interferiscono con ciò che stai facendo (esempio, ti fermi quando il regista urla “Cut!” o la hostess annuncia l’atterraggio imminente.).
Lo scorso mese di Novembre, mentre mi trovavo sul set, siamo usciti per una cena, e camminando attraverso le pozzanghere e le roulotte, Sam mi è venuto accanto, ha messo il suo braccio attorno a me e abbiamo passeggiato insieme – è un’abitudine comune, nonostante la disparità delle nostre altezze, è il modo più facile per stare insieme abbastanza da scambiarci qualche parola – e mi ha detto “Allora, com’è stata la tua giornata?” (Era stata una giornata pesante, fisicamente, per tutti; venti forti e gelidi e pioggia occasionale. E il cavallo di Sam aveva fatto la pipì su di lui durante una ripresa…). La mia risposta è stata “Sono stata a 3 metri da te tutto il giorno, quindi è probabile che tu lo sappia bene quanto me”.
Si è messo a ridere – ma la verità è che non avrà visto nulla al di là del lavoro che stava facendo – che implicava entrare e uscire dal personaggio ogni 10-15 minuti, e nel mentre essere truccato e ritoccato dai costumisti e dagli addetti al makeup (per non parlare di scrittori e attrezzisti – ad un certo punto, Anne Kenney ed io siamo corse verso di lui durante le riprese e Anne gli ha tirato via il rosario che stava portando attorno al collo affinché gli addetti agli oggetti di scena potessero farlo correttamente – la loro prima versione era stata un semplice filo di perline ininterrotte, piuttosto di un vero rosario con le decadi distanziate e i grani del Padre Nostro tra di esse. Fortunatamente, sono riusciti a realizzarlo nel modo giusto al secondo tentativo – e un costumista poi meticolosamente l’ha rimesso a posto, sistemandolo esattamente allo stesso modo come nella prima ripresa).
TUTTI gli attori, comunque, hanno l’abilità di rilassarsi all’istante tra le pause delle riprese e riprendere i loro personaggi non appena sentono “Set!” (che di solito è seguito 5 secondi dopo da “Azione!”). Ma non solo gli attori; le persone si rilassano e chiacchierano tra loro, ma nell’istante che sono chiamati a svolgere il loro lavoro, sono dentro, concentrandosi totalmente. E’ davvero una cosa affascinante da guardare.

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 Se le sue risposte nell’intervista EW sono state riportate erroneamente o travisate…

Non sono stata citata in maniera distorta nell’intervista EW. Ho detto soltanto (scherzando) che avrei dovuto leggerlo per scoprire cosa risultava avessi raccontato nell’intervista (dato che avevano intitolato la mia parte “Diana parla”). In realtà, ho dato solo un’occhiata alla scans online e non avevo letto ancora tutto, quindi non avevo idea di quanto fosse accurato.
(L’ho fatto, nel corso di questa conversazione – su FB – noto, insieme ad altri, che le interviste sono spesso travisate, se non errate, perché ti intervistano per un’ora e usano soltanto un centinaio di parole delle parole da te pronunciate. Così, anche se quelle cento parole sono ciò che hai detto (e spessissimo non lo sono. La stampa Britannica è nota per inventare citazioni da vendere alla massa), sono incomplete o mancano del contesto originale, alterando perciò il significato apparente. Non so se ciò sia successo nel pezzo di EW o meno – ma per quel che può valere, quell’intervistatrice è brava, ho fatto già altro con lei in precedenza.)

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 Alla domanda “Perché Claire non mostra maggiore ‘senso di colpa’ nei confronti di Frank”…
Claire è una persona profondamente pragmatica ed una estremamente onesta. Raramente mente a se stessa, o a qualcun altro, e tende a vedere le situazioni in modo chiaro, senza molti “Oh, dovrebbe essere così/Avrei voluto che fosse andata in questo modo”.
Indossa l’anello di Frank perché l’ha amato, continua ad amarlo e riconosce quell’amore. Non prova continuo senso di colpa per quello che è accaduto ad entrambi; ha fatto del suo meglio con ciò che è successo, dal sposare Jamie al suo ritorno da Frank.
Vede le cose del passato con rammarico e a volte dolore – ma non senso di colpa, se può avere senso. Considererebbe – come me – il senso di colpa un’emozione piuttosto inutile. Se hai fatto ciò che ti sentivi di dover fare, perché sprecare tempo autocommiserandoti nel senso di colpa? Non avrebbe fatto in modo diverso anche se avesse avuto l’opportunità, ed è onesta al riguardo.
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 ATTENZIONE SPOILERS PER CHI NON HA LETTO “L’AMULETO D’AMBRA” E “IL RITORNO”
Sulla scelta di Claire di concedersi a Re Luigi XV e se può definirsi “prostituzione”…
Il re deteneva controllo totale sui suoi sudditi, e poteva avere qualsiasi cosa desiderava. Poteva desiderare più o meno veramente una donna in particolare – se la voleva, poteva sicuramente averla – ma non c’era modo migliore per esprimere il suo potere nei confronti dei mariti se non quello di fare sesso con le mogli ad ogni suo schiocco di dita – e rendendo i mariti compiacenti garantendo loro dei favori.

Come strumento per costruire potere, non è una pessima strategia. Inoltre è chiaramente un comportamento da maschio alfa.

Per quanto riguarda Claire, è disgustata dalla situazione e furiosa con Jamie per averla (anche se inconsapevolmente – deve sapere che lui avrebbe preferito marcire nella Bastiglia per il resto della sua vita piuttosto che farle fare quella cosa) costretta a farlo.

Sul considerarlo prostituzione… Immagino dipenda da come si voglia definirla. Se si tratta semplicemente di scambio di sesso per qualcosa di valore, certamente lo è stata. Se s’intende la scelta di uno stile di vita degradante per via di debolezza morale o inettitudine, allora no. Se s’intende atto sessuale come il risultato di assoluta disperazione e mancanza di alternativa, allora sì. Ma lei avrebbe fatto qualsiasi cosa doveva per tirare fuori di prigione Jamie, e dubito si sia preoccupata di come definire questa “operazione”.

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Doveva far uscire Jamie fuori di prigione perché era l’unica persona che poteva compiere il successivo passo vitale del complotto per impedire Culloden. E visto che si trattava del fine ultimo per il quale entrambi, Jamie e Claire, avevano già sacrificato così tanto, potrà anche essersi infuriata per la necessità di agire (ancora non sapeva, a quel punto, perché lui avesse combattuto con il Capitano Randall; pensa ancora che si fosse trattato dell’incapacità da parte di Jamie di contenere il suo desiderio di vendetta), ma non si sarebbe tirata indietro.

Per chi si fosse perso i nostri articoli dedicati al servizio di EW sulla seconda stagione di Outlander:

»“SAM HEUGHAN E CAITRIONA BALFE SULLA COVER DI ENTERTAINMENT WEEKLY” 
»“BELLISSIME ED ESCLUSIVE FOTO DA ENTERTAINMENT WEEKLY”
»“VIDEO SUB-ITA: DIETRO LE QUINTE DEL PHOTOSHOOT PER EW CON SAM HEUGHAN E CAITRIONA BALFE”
»“VIDEO SUB-ITA: SAM HEUGHAN E CAITRIONA BALFE PARLANO DI JAMIE E CLAIRE NELLA STAGIONE 2”
»“VIDEO SUB-ITA: LA STAGIONE 2 SARA’ ALTRETTANTO SEXY?”

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2 commenti

  • Luciana

    Adoro i libri e la serie e non sono affatto moralista, in quanto gli attori, tutti, sono bravissimi…
    i libri li ho riletti pi volte e sono tanti.
    Quello che dice Diana lo approvo, in genere, solo quando parla delle casalinghe non mi va: come se le casalinghe fossero delle stupide assatanate lettrici di romanzetti da quattro soldi,,,
    vorrei solo un p pi di rispetto verso chi fa un lavoro duro perch sistemare casa, figli e pure marito, non cosa da poco… e delle volte non c’ proprio tempo per leggere!
    Detto questo, un saluto
    con stima
    Luciana

  • Luciana

    Adoro i libri e la serie e non sono affatto moralista, in quanto gli attori, tutti, sono bravissimi…
    i libri li ho riletti pi volte e sono tanti.
    Quello che dice Diana lo approvo, in genere, solo quando parla delle casalinghe non mi va: come se le casalinghe fossero delle stupide assatanate lettrici di romanzetti da quattro soldi,,,
    vorrei solo un p pi di rispetto verso chi fa un lavoro duro perch sistemare casa, figli e pure marito, non cosa da poco… e delle volte non c’ proprio tempo per leggere!
    Detto questo, un saluto
    con stima
    Luciana

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