Sam Heughan parla di OUTLANDER 5, dei Fraser, del suo ruolo di produttore e di “Bloodshot”

Sam Heughan Outlander

Un’intervista lunga e approfondita all’attore Scozzese in cui spazia da “Outlander” ai suoi vari progetti.

Intervistato da Collider, Sam Heughan ha parlato della quinta stagione di “Outlander”, di ciò che la rende “la più forte” della serie nel suo complesso, di come lui e Caitriona Balfe sono diventati produttori, a che punto si trova la relazione di Jamie e Claire, della sua storyline preferita e molto altro… Ha spiegato anche il motivo per cui sia così entusiasta di aver recitato in “Bloodshot”, di aver interpretato Paul Newman in “An Unquiet Life” e della sua serie in stile road trip “Clan Lands” con Graham McTavish (Dougal Mackenzie in “Outlander”).

COLLIDER: Come tutti i fan dello show, sono elettrizzata che “Outlander” sia tornato. Considerando che si è atteso così a lungo per la Stagione 5, di cosa sei più entusiasta riguardo a questa stagione? Che cosa c’è in serbo per i fan, adesso che la Droughtlander si è finalmente conclusa?
SAM HEUGHAN: Sappiamo che hanno aspettato per tanto tempo, quindi li apprezziamo per questo. Spero non resteranno delusi. Questa è una stagione grandiosa. Abbiamo un’apertura forte per i fans. Penso ameranno il matrimonio, all’inizio della stagione, la possibilità di trascorrere del tempo assieme all’intera famiglia, prima che le cose si complichino terribilmente. C’è del materiale fantastico in questa stagione. La Guerra d’Indipendenza Americana si sta avvicinando rapidamente. Il finale di questa stagione è probabilmente il nostro più potente finora. E’ molto stilizzato e piuttosto speciale. Ci atteniamo ai libri, ovviamente, ma useremo anche parti del Libro 6 (“A Breath of Snow and Ashes”, in italiano pubblicato in 2 volumi: “Nevi infuocate” e “Cannoni per la libertà”, n.d.r). Ci sono inoltre diverse trame, che non sono presenti nei libri, perciò ci saranno delle sorprese anche per i fan dei libri.

Considerando l’estesa pausa tra la quarta e la quinta stagione, era importante per tutti che questo primo episodio fosse qualcosa di molto speciale e avesse dei momenti familiari davvero toccanti al matrimonio?
HEUGHAN: Sì. E’ bello dare ai fans ciò che vogliono, e loro vogliono trascorrere del tempo con la famiglia Fraser, ci sono così tanti personaggi meravigliosi in questa famiglia allargata. Quindi, sì, è stato divertente dare loro del tempo per rilassarsi, per avviare la stagione e stabilire in che punto si trovano i vari personaggi. Mi sembra giusto che sia stato al matrimonio. Ci siamo divertiti. Credo che potrebbe indurre il pubblico a provare un falso senso di sicurezza perché sembra che tutto vada benissimo, ma presto arriveranno i problemi. Però lasciamo che i fans se la godano per un episodio…almeno.

Tu e Caitriona Balfe siete diventati produttori nella Stagione 5. Cosa vi ha spinto ad intraprendere questa strada? Che cambiamenti ha determinato per voi? Vi consente di essere più coinvolti nello show in modi in cui non potevate prima?
HEUGHAN: Sì. Siamo davvero molto felici di aver ottenuto questo ruolo. E’ accaduto abbastanza tardi nell’arco della produzione, quindi non abbiamo avuto così tanta influenza all’inizio come desideravamo, specialmente per quanto riguarda la stesura dei copioni e la scelta delle trame. Ma col passare della stagione, abbiamo avuto più voce in capitolo per i copioni e siamo stati molto più coinvolti. E’ stato fantastico far parte del processo creativo. Nelle ultime due stagioni non ne abbiamo davvero fatto parte, perciò ci è sembrata una buona cosa ritornare a collaborare con gli sceneggiatori. Stiamo interpretando questi personaggi da 6 anni, sentiamo di essere la costante e la continuità dello show. E’ stato molto divertente anche far parte dei meeting della produzione. Siamo andati ad ogni singolo incontro e abbiamo visto il lavoro dietro le quinte. C’è una grande preparazione e un ampio lavoro che va dal riuscire che tutti siano presenti sul set, in un determinato giorno, al filmare una scena particolare. Ci sono così tante decisioni da prendere. E’ stata una grande esperienza di crescita e apprendimento.

Come procede la relazione di Jamie e Claire nella Stagione 5? Hai dei momenti di coppia preferiti in questa stagione?
HEUGHAN: Hanno finalmente ciò che hanno sempre desiderato, vale a dire una casa e la loro famiglia allargata attorno. Jamie ha con sé sua figlia, che proviene dal futuro. Quindi, in un certo senso, hanno tutto quello che vogliono, tuttavia continuano a desiderare altre cose. Durante questa stagione, vedremo che Jamie rimpiange ancora di non aver avuto la possibilità di avere un figlio da Claire e crescerlo insieme. Sono ancora molto innamorati. Insieme sono una potenza. E quando si trovano lontani, soffrono reciprocamente per la distanza. Una delle mie scene preferite probabilmente è quando Jamie ritorna dopo che gli è stato ordinato di radunare la sua milizia. Cavalca tutta la notte, ritorna da Claire a tarda notte e vediamo come entrano in contatto l’una con l’altro, con un modo tutto loro di comunicare, e non soltanto fisicamente, nonostante ciò sia un aspetto fondamentale della loro relazione. Hanno bisogno della reciproca compagnia, ma hanno bisogno anche l’uno dell’altra per scambiarsi idee, discutere e capire come fare la mossa successiva o come giocare le proprie carte. Insieme sono una grande squadra e hanno una storia d’amore basata sulla comunicazione.

Tra qualche mese festeggerai il tuo 40° compleanno mentre il tuo personaggio il 50°. Considerando quanto sia insolito riuscire ad interpretare un personaggio per un tempo così lungo da addirittura sorpassare la propria età, come ci si sente a vedere Jamie arrivato a questo punto nella sua vita? Com’è stato per te percorrere questo viaggio insieme a lui?
HEUGHAN: Grazie per ricordarmi che compio 40 anni quest’anno. E’ fantastico. Jamie aveva 23 anni quando l’ho incontrato per la prima volta. Perciò, interpretarlo per 6 anni, e per quello che sembra potrebbe essere anche molto più tempo, è un vero viaggio che porti avanti con il personaggio. L’abbiamo visto crescere e diventare un leader, il condottiero di uomini che abbiamo sempre saputo lui fosse. Non ha mai voluto essere un generale, ma ha questa capacità innata che riesce ad attrarre le persone. Inoltre, vedendolo sfruttare la propria esperienza, adesso è meno impetuoso, meno incline a perdere subito il controllo, pensa molto alle decisioni da prendere, in un certo senso sta un po’ emulando suo zio Colum, che era un grande stratega e una grande guida per il suo clan. Jamie oltre all’abilità naturale è dotato di notevole intelligenza. Non è solo un uomo d’azione ma anche un uomo d’intelletto, e quando le due cose coincidono, è un leader formidabile.

Con Jamie messo nella posizione di doversi scontrare con Murtagh, per quanto tempo potrà continuare ad evitare ciò che si aspettano da lui? Dovrà davvero fare i conti con questa situazione nella Stagione 5?
HEUGHAN: Questa è la mia storyline preferita quest’anno, sicuramente per me e per Jamie. Non è presente nei libri ma è un dilemma davvero difficile e allo stesso tempo straordinario per Jamie. E’ sempre stato un uomo di parola e un uomo d’onore, quindi questo lo mette duramente alla prova. Più passa il tempo più la posta in palio si alza, per entrambe le parti, e Jamie è costretto ad agire. Senza spoilerare nulla, per me, è stata senza dubbio una delle storie più difficili ed interessanti. Sarà arduo per lui decidere quale strada percorrere.

E’ molto interessante anche avere quell’immagine di lui in uniforme delle Giubbe Rosse. Cosa significa per lui, come personaggio? E per te come attore, com’è stato arrivare a quel punto con Jamie che deve fare i conti con tutto ciò per cui ha lottato per tanto tempo?
HEUGHAN: E’ stato un momento immenso. Prima di concludere la scorsa stagione, sapevo che questo momento sarebbe arrivato, vale a dire che Jamie sarebbe andato dalla parte delle Giubbe Rosse, perciò ho chiesto se potessimo vederlo indossarne una perché ritenevo che, visivamente, sarebbe stato di sicuro qualcosa che lascia di stucco, oltre che il completamento di un percorso a 360° con tutto ciò che quell’uniforme rappresenta per la storia di Jamie. Così ho parlato con Matt Roberts e altri produttori e sceneggiatori e fortunatamente siamo riusciti a farlo funzionare. Ero così entusiasta perché, per me, è una vera sfida, doverla indossare e stare lì come un ufficiale Inglese. Non è Jamie. E poi si tratta di un vero gioco di potere, da parte del Governatore Tryon, uno dei suoi modi per testare la lealtà di Jamie.

Amo che Outlander sia uno show in cui puoi esplorare la storia, ma allo stesso tempo, ti faccia ballare. Com’è stato dover imparare ad eseguire il Ballo delle Highlands? E’ stato facile o più difficile di quanto ti aspettassi?
HEUGHAN: E’ nel libro, così nel copione gli sceneggiatori volevano fosse una danza delle spade ma ho pensato che l’avessimo già vista nello show. Perciò ho fatto un po’ di ricerche e la mia scelta è ricaduta sull’ Highland Fling, che è una danza diversa e tradizionalmente non è fatta con le spade. Era una danza che gli uomini eseguivano sul fronte della battaglia, per mostrare il proprio valore e la propria forza, ma aveva anche molto simbolismo. Il movimento dello scuotere la gamba rappresentava il liberarsi dalle catene degli Inglesi, e le mani sopra la testa erano le corna del cervo (simbolo della Scozia, n.d.r.). E’ una danza molto patriottica, perciò mi sembrava quella più appropriata da fare. E’ stato divertente e qualcosa di diverso. Era anche difficile muovere agilmente i piedi indossando grossi stivali, ma è stato un grande momento, dove tutti gli uomini si sono rilassati e si sono divertiti. Un momento leggero. E c’è anche una bella connessione tra Jamie e Claire.

I produttori hanno affermato che continueranno a creare episodi di “Outlander” fino a quando Claire e Jamie avranno 100 anni. Ti rende nervoso sapere quanto a lungo interpreterai questo personaggio oppure è eccitante sapere che potrai esplorare un po’ di più la vita di Jamie?
HEUGHAN: Mi rende leggermente nervoso pensare “Oh mio Dio, 100 anni? Wow!”. Abbiamo interpretato i personaggi per 6 anni, sembra una vita perché è parecchio tempo trascorso con un personaggio. Abbiamo imparato così tanto di loro e ne abbiamo fatta di strada insieme. Guardando indietro alle esperienze passate, ai diversi Paesi in cui sono stati, alle diverse sfide che hanno affrontato, ai vari drammi sarebbe giusto proseguire fino alla sua conclusione naturale, continuare ad esplorare e realizzare un finale intenso. Abbiamo uno show davvero solido, e fino a quando il pubblico continuerà a guardarlo, continueremo a farlo. Chissà… Forse Jamie arriverà a 100 anni. Se Diana [Gabaldon] e i libri ci arrivano. Ha alcune idee nascoste ma pronte all’uso se occorre.

Uno degli svantaggi derivanti da lunghe pause è che dobbiamo aspettare molto per i nuovi episodi, ma il lato positivo è che ti permette di cimentarti in film interessanti. Cosa ti ha affascinato di un film come “Bloodshot”?
HEUGHAN: Ero elettrizzato all’idea. Ad essere onesto, si è trattato principalmente del personaggio. E’ completamente diverso da Jamie Fraser. Ha una personalità molto particolare. E poi come puoi rifiutare un film d’azione con Vin Diesel? Il regista Dave Wilson è incredibile. E’ un regista esordiente e ha fatto un lavoro strepitoso. Offre un punto di vista interessante sugli eroi dei fumetti. E’ molto cupo. Ne sono davvero molto orgoglioso. L’ho visto la scorsa settimana. Spero i fan vedranno un lato del tutto diverso di me e di alcuni dei personaggi che ho interpretato di recente.

E’ abbastanza insolito anche avere l’opportunità d’interpretare Paul Newman. Come hai fatto a trovare un modo per interpretarlo in “An Unquiet Life”, che ti ha fatto sentire a tuo agio? Hai fatto molti studi su di lui?
HEUGHAN: Che enorme personaggio! E’ stato un grande onore. E’ un copione bellissimo su Roald Dahl e Patricia Neal. La mia è solo una piccola parte, all’inizio ero abbastanza intimorito ma anche eccitato dalla sfida. Onestamente, ho iniziato a guardare qualunque film potessi trovare di Paul Newman. Ho iniziato a leggere la sua autobiografia e ho imparato molte cose su di lui. Ci sono molti manierismi che ho potuto copiare. Non credo di assomigliare a Paul Newman ma ho pensato di poter catturare un po’ della sua essenza. Aveva un’energia particolare che ho provato a trasmettere. Spero venga percepito come un omaggio, non sto cercando di imitarlo. Che uomo straordinario! Anche nelle sue relazioni d’affari lontane dalla recitazione e nella sua vita privata è stato una fonte d’ispirazione.

Hai annunciato un progetto con Graham McTavish, “Clan Lands”, e adesso pare che diventerà una serie TV. Quando hai capito che potesse diventare qualcosa di più? Come faremo a vederlo?
HEUGHAN: Sono lieto che tu me l’abbia chiesto. Allora, all’inizio dovevamo realizzare un podcast sulla Scozia, i suoi clan e la sua storia. Poi, quando ho iniziato a formare un team e abbiamo capito come produrlo, mi sono reso conto che avremmo dovuto farne uno show tv. L’ho prodotto, finanziato e diretto e siamo arrivati a fare qualcosa di veramente d’alto livello. Avevamo tre telecamere e droni… è stato molto divertente. Ne vado molto fiero. Siamo in post-produzione, al momento, e probabilmente sarà una serie o al limite un film, stiamo negoziando con un po’ di gente per venderlo. Se tutto va bene verrà rilasciato forse entro la fine di quest’anno. C’è stato molto interesse. Abbiamo in programma di filmarne un altro entro l’anno. Perciò, sono molto emozionato che tutti lo vedano. In pratica è un viaggio su strada in giro per la Scozia, bevendo whiskey e imparando quanto più possibile sulla cultura delle Highland e la Scozia.

Senti che avere l’opportunità di recitare altri ruoli, occuparti di altri progetti e provare diversi aspetti dell’industria dello spettacolo abbia rafforzato il tuo lavoro come attore, quando sei ritornato in “Outlander” ad interpretare Jamie?
HEUGHAN: Sì, assolutamente. Penso che tutti i vari progetti aiutino. “Bloodshot” mi ha dato nuove abilità, mi ha reso più sicuro di me, facendomi capire che ci sono certe cose che posso fare. Tutto è confluito in “Outlander”, perché ritorni avendo imparato tante cose nuove. Come attore, è fondamentale provare cose differenti e rinnovarsi. Questi progetti mi hanno stimolato ancor di più, ispirandomi ulteriormente dal punto di vista creativo. Tutto aiuta.

Avevi già recitato prima di “Outlander” ma è con questa serie che hai avuto un enorme riscontro di fan. Com’è stato ritrovarti all’improvviso al centro di un fandom così vasto? C’è stato un periodo di adattamento, nel renderti conto di godere di questa immensa fanbase per lo show, che ama i personaggi ed è disposta a seguirti ovunque?
HEUGHAN: Sì, sicuramente. Non eravamo al corrente quando abbiamo ottenuto il lavoro, ed è tutt’ora un adattamento, ad essere sinceri. C’è un gran numero di fan, e adesso che “Outlander” è disponibile anche su Netflix, lo show è cresciuto ancora ed è diventato più riconoscibile. Stiamo ancora imparando come utilizzare e gestire tale potere o voce. Ho scoperto che possiamo offrire le nostre voci per supportare attività di beneficenza e cause in cui crediamo, ma dobbiamo decidere anche quanto dovremmo restarne coinvolti. Ad esempio, la politica è sempre stata insidiosa per me, non sapendo se dovessimo parlarne oppure tacere. E’ interessante interagire con i fan ed imparare quali sono le loro necessità, cosa desiderano e cosa si aspettano da te. I primi anni tendi a perdere un po’ di stesso, perché sei insicuro e non vuoi far arrabbiare le persone, non vuoi agitare le acque. Ma negli ultimi tempi, abbiamo acquistato più tranquillità. Mi auguro che ai fan piacciamo per il lavoro che facciamo, noi apprezziamo tantissimo il sostegno che ci danno.

Ci sono stati momenti, durante le riprese della Stagione 5, in cui sei scoppiato a ridere e non riuscivi a completare la scena? Considerando che questo può essere un materiale molto serio ed intenso, ti sforzi di non ridere?
HEUGHAN: Non è un segreto che Caitrona sia nota per questo. Non riesce a restare seria. Così, se lei si mette a ridere, è finita. Durante una scena capita che lei letteralmente ti volti le spalle e scoppi a ridere. In generale, riesco ad andare avanti. Quando tutti diventano seri sul set, per qualche ragione, quello sembra influenzare di più gli attori, e non riesci a farci nulla. Credo sia perché senti la tensione che ti fa cercare di non ridere, ma in realtà finisce col farti ridere ancor di più. Perciò, mi scuso con la nostra crew. Ci sono state volte che proprio non riuscivamo a contenerci. Di solito, siamo abbastanza bravi ma rimaniamo lunghe giornate sul set e alla fine è sempre positivo farsi una risata. Penso sia una buona cosa sdrammatizzare. Provo sempre a mantenere le cose non troppo pesanti. Ci sono un sacco di opportunità per farlo quando arrivano le scene cariche di emotività. E’ indispensabile che tutti coloro che lavorano sul set stiano bene. Amiamo la nostra crew, amiamo interagire con loro e riusciamo ad avere bei momenti.

[Photo Credits: Vivien Killilea/Getty Images]
[Fonte: Collider]

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