Q&A con le Star di Outlander sulla Stagione 3

Outlander Stagione 3

Sam Heughan, Caitriona Balfe e lo sceneggiatore Matthew B. Roberts parlano della Stagione 3, della Scozia post-Culloden e della cultura tenace e profonda degli Scozzesi.

“In Scozia, il paesaggio è cambiato”, dice Sam Heughan. Si riferisce all’Aprile del 1746: la Rivolta Giacobita è stata polverizzata su un sanguinoso campo di battaglia, e le cose stanno per diventare ancor più difficili per gli Highlanders e la loro cultura.

E’ da questo punto che si apre la nuova stagione del romanzo storico dal fenomenale successo della Starz – su un periodo molto duro della storia Scozzese.

Claire e Jamie sono separati attraverso i secoli all’inizio della terza stagione. Quando finalmente si riuniranno, saranno persone diverse, in un’epoca molto diversa: la Scozia post Culloden. Come sempre con Outlander, è un periodo e un luogo  che è stato accuratamente approfondito, “perché la storia è uno degli strumenti migliori per uno scrittore di romanzi”, dice lo sceneggiatore, regista e produttore esecutivo Matthew B. Roberts.

British Heritage Travel: Questa nuova stagione si apre con la Battaglia di Culloden. Come avete ricreato questo evento così cruento e caotico?

Sam Heughan: E’ stata la prima cosa che abbiamo filmato per la Stagione 3. Fa parte della nostra storia, della storia Scozzese, ed eravamo tutti entusiasti di girare queste scene considerando che parliamo di questa battaglia da 2 stagioni – non solo gli attori, ma le comparse e la crew. In realtà non è descritta nel libro [Voyager]; Jamie si sveglia sul campo di battaglia. Abbiamo avuto un paio di settimane per le prove perché vi erano diversi elementi e vari combattimenti.

Matthew B. Roberts: Avevamo circa 200 comparse, vari artisti di supporto, e li abbiamo preparati in un vero e proprio campo di addestramento. Li abbiamo allenati ad usare moschetti, spade, asce e tutte le armi che avrebbero adoperato. Abbiamo dedicato del tempo per coreografare le cariche in modo da acquisire padronanza dei movimenti prima di filmare. L’aspetto incantevole delle battaglie storiche è che tutti sono sporchi, luridi e con barbe. Riconoscere le persone è molto complicato.


BHT: Claire appare dopo la battaglia – come una visione ad un Jamie gravemente ferito mentre giace tra i morti.

Caitriona Balfe: Quella è stata una strana giornata. Era una delle mie prime settimane di riprese, i ragazzi avevano tutti filmato le scene della battaglia. Era notte, si gelava e quelle povere comparse stavano su tappettini sottili.

Durante una ripresa – è stato piuttosto divertente – stavo camminando per il campo, qualcuno si era addormentato ovviamente e tutto ciò che potevo sentire era un russare così assordante che proveniva da qualcuno steso per terra. Tu sei lì che provi ad essere eterea e a rendere questo momento il più magico possibile, e poi tutto quello che senti è qualcuno che russa. Ma è stato veramente molto angoscioso vedere tutti quei corpi sparsi per tutta la brughiera.

BHT: Le conseguenze della battaglia, il modo in cui i Giacobiti sono stati trattati dall’esercito di Cumberland, è brutale nello show.

Roberts: Inizialmente dopo la battaglia, Cumberland, che è il figlio del Re, fu chiamato il Macellaio perché non fu concesso quartiere ai vinti nelle prime fasi. Arrivarono e uccisero tutti. In seguito, imprigionarono i Giacobiti – molti in quelle che chiamavano carceri aperte. Nella nostra versione, si tratta più di una prigione chiusa. L’abbiamo sviluppata in un contesto leggermente diverso, dove è più chiusa; Jamie deve fuggire.

The Clanranald Trust of Scotland, un’organizzazione non profit specializzata nella rievocazione di eventi storici, hanno interpretato molti degli highlanders caduti a Culloden. “Sono con noi sin dalla Stagione 1”, dice Balfe. “Vivono e respirano la cultura Highland Scozzese ancora oggi.”

BHT: La Scozia di questa stagione – quella in cui Jamie vive senza Claire – non è la stessa delle due stagioni precedenti.

Balfe: Sì, in una scena, Claire guarda un palazzo ad Edimburgo e osserva che l’ultima volta che si sono trovati lì, erano insieme a tutti i generali e Bonnie Prince Charlie. Quando ritorna, la gente è depressa e la propria cultura Highland è stata loro strappata via in molti modi. Lo vediamo attraverso Jamie e i suoi commilitoni – bravi uomini un tempo soldati o proprietari terrieri adesso relegati al mercato nero e ad un’esistenza ai margini della società.

Roberts: Volevamo rimanere fedeli al fatto che le Highland Clearances ebbero luogo dopo Culloden, gli Inglesi bandirono le cornamuse, i tartan, i kilt – in pratica misero al bando lo stile di vita Scozzese. Correggo, non lo stile di vita Scozzese, ma lo stile di vita delle Highlands. Ciò in cui continuiamo ad imbatterci nella storia è che molti Scozzesi combatterono su entrambi i fronti. Vi furono molti Scozzesi delle Lowlands che combatterono per gli Inglesi sul campo di battaglia. Non si trattò per forza di Scozzesi contro Inglesi. Era una lotta tra due monarchi. “Il nostro monarca è migliore del vostro!”. I Giacobiti volevano instaurare gli Stuart come re legittimi, e gli Hannovers volevano mantenere il loro trono.

Nella Stagione 3, nessuno Scozzese indossa il kilt. Non suoniamo cornamuse. Non ci sono tartan. Portiamo via tutte le loro armi, perché era un reato per un Highlander avere armi – pistole o moschetti. Sviluppiamo tutto questo aspetto. E’ parte della storia d’ora in avanti, le ‘Clearances’ e quanto tutto sia stato difficile.

BHT: Jamie prima era un leader per la sua gente. Per cosa lotta adesso che la guerra è finita?

Heughan: Jamie è andato a morire con i suoi uomini a Culloden. Quando si sveglia sul campo di battaglia, deve trovare uno scopo per vivere ancora – ma adesso non può, perché è un fuorilegge. Era un tempo davvero difficile, quindi ad un certo punto diventa un fuggitivo e assume svariate identità per stabilirsi ad Edimburgo molti anni dopo, ma è un viaggio veramente interessante quello che intraprende. Alla fine credo tutto ruoti attorno a lui e al suo bisogno di trovare uno scopo – e diventa di nuovo un ribelle ma in maniera diversa. Lo fa attraverso la letteratura.

Roberts: Col tempo l’unica cosa che scopre lo tiene aggrappato alla vita è la libertà della Scozia nella sua mente. Diventa un sedizioso, un traditore in un certo senso, ma non può combattere nel modo in cui farebbe normalmente, perciò prende carta e penna e diventa un tipografo. Inizia a stampare materiale sovversivo nel modo in cui Thomas Paine o altri in America avrebbero cominciato a stampare opuscoli. Anche Paul Revere l’ha fatto, in realtà. Usavano la stampa per spargere la voce, e questo è ciò che Jamie ha fatto nella sua epoca.

BHT: Nella sua epoca, negli anni ’60, Claire è diventata un chirurgo all’avanguardia, eppure sceglie di tornare indietro nel diciottesimo secolo.

Balfe: Non importa in che periodo di tempo si trovi Claire, lei è una donna che infrange ‘il soffitto di vetro’, sfonda la barriera tra i sessi. Ho sempre percepito che lei fosse al massimo della sua vitalità quando viveva nel diciottesimo secolo. Perciò è interessante guardare questa donna formidabile farsi strada mentre studia alla facoltà di medicina [negli anni ’50], opponendosi al patriarcato e poi prendere la decisione di tornare indietro nel tempo che potremmo considerare probabilmente come il più patriarcale. E ciò nonostante si ritrova in una posizione molto più confortevole, sotto certi aspetti.

BHT: E’ questa la parte che rende questo passato rude e pericoloso così attraente? Il senso che in qualche modo esistesse più meritocrazia?

Balfe: Suppongo che se pensiamo alla Scozia di quell’epoca e dopo tutti quei capovolgimenti sociali, le società si reinventano costantemente. Penso che quando torna indietro, si avverte la sensazione che se sei una persona intraprendente e hai il vantaggio di possedere intelligenza e forza d’animo, puoi fare tutto in quell’ambito. Forse pensiamo che nella nostra società moderna le cose siano più fisse e quindi sia più difficile opporsi al sistema.

Roberts: La splendida giustapposizione sta nel fatto che Claire proviene da un’epoca di agitazioni negli Stati Uniti. E’ il ’68. E’ il periodo del movimento dei diritti civili. Lei è una donna. Il movimento femminista non ha ancora colpito, e noi la ritraiamo mentre va alla facoltà di medicina di Harvard ed è guardata dall’alto in basso. Persino suo marito, Frank, non sopporta che diventi un medico. Quando torna indietro, è una guaritrice ed è rispettata, ma facciamo ancora i conti con quel periodo storico. Claire è una donna in un’epoca in cui le donne erano considerate riproduttrici e accudivano la casa. Nel nostro show, non ci sottraiamo dal trattare queste tematiche.

BHT: Quando abbiamo parlato con Diana Gabaldon, l’autrice dei romanzi su cui si basa Outlander, ha detto che è stato merito dello spirito Scozzese se non sono riusciti a cancellare la cultura Highland.

Heughan: Sì, assolutamente. E’ una cultura davvero piena di vita e si sente ancora oggi molto vicina agli Scozzesi. Si parla ancora d’indipendenza e c’è un continuo senso di, non inquietudine, ma di speranza per poter fare qualcosa di meglio. La Scozia è sempre stata vista come debole, ma ce la caviamo bene.

Balfe: Credo che abbiano fatto del loro meglio per provarci. La personalità e la cultura Scozzese è molto forte, ma penso abbia affrontato un’evidente depressione – è il termine corretto? – per un po’ di tempo. Fino a quando non fu abolito l’atto che vietava i kilt e i tartan, ma ciò fu deciso dagli Inglesi e in occasione della visita del Re (Re Giorgio VI visitò la Scozia nel 1822). Quindi sì, non sono stati capaci di annullare completamente quella cultura, ma hanno reso le cose molto difficili per gli Scozzesi per tantissimi anni.

BHT: Claire rappresenta il nostro punto d’entrata nel mondo della Scozia del 1700. Viaggiando nel passato, sapendo cosa accadrà, questo è il sogno di ogni studente di storia!

Balfe: Credo sia questa la bellezza della storia creata da Diana [Gabaldon]. Tutti vogliamo giocare con i “E se…” della storia, che cosa avremmo fatto. Claire è una grande eroina per questo motivo, perché arriva armata di così tante capacità utili nel passato – non è solo una guaritrice, ma ha anche il vantaggio di avere un marito studioso di storia, pertanto gode di parecchia conoscenza storica.

Roberts: Questo è il modo in cui narriamo la storia: Claire è il pubblico. Lei costituisce i nostri occhi nel mondo perché è la persona più contemporanea che abbiamo. Le è permesso avere certi pensieri. Le è consentito essere leggermente fuori dal tempo [nel 1700] e compiere azioni leggermente fuori dal tempo, che sia tenersi per mano o mostrare affetto in pubblico o piccole cose del genere. Va bene se sono Jamie e Claire a farlo, ma se lo fanno altri personaggi, allora è sbagliato.

Heughan sulla crescente collezione di cicatrici del suo personaggio: “E’ assurdo!” ride. “Mentre Jamie diventa più vecchio, ha più esperienze e le cicatrici si moltiplicano. Spero le persone apprezzeranno il fatto che, senza dubbio, ha avuto una vita intensa.”

BHT: Sam, interpreti un ragazzo vissuto centinaia d’anni fa, eppure a lui piace che sua moglie sia questa persona così straordinaria.

Heughan: Sì, per certi aspetti, è progressista e manifesta apertamente i suoi sentimenti alle volte. E’ un bravo ragazzo e credo che riuscirebbe quasi ad inserirsi nella società moderna, tuttavia ci sono volte in cui è ancora un uomo del suo tempo e ha un codice morale e una tradizione da rispettare nei modi di fare. Quelle sono le volte in cui lui e Claire si scontrano e sono momenti che vediamo nel corso di ogni stagione. Discutono in modo acceso ma imparano l’uno dall’altra. Claire impara qualcosa sull’epoca di Jamie e su chi lui sia, e Jamie scopre che esiste un altro modo di risolvere le cose, un modo più progressista d’agire.

BHT: La storia che lo show copre parla a così tante persone. Proprio come la cultura che è stata diffusa in tutto il mondo – gli Highland Games, per esempio, si trovano ovunque.

Balfe: Sono Irlandese e trascorriamo così tanto tempo a studiare la nostra storia, che non conoscevo affatto la complessità della storia Scozzese. Per me è stato davvero interessante imparare così tanti aspetti ed elementi cruciali della storia Scozzese nel corso delle passate stagioni.

Roberts: Il nostro show si sposterà nel Sud degli Stati Uniti e sto iniziando a fare ricerche sulla storia di questi Stati del Sud. Ho scoperto che una delle più grandi manifestazioni degli Highland Games al mondo è nella Carolina del Nord (Grandfather Mountain Highland Games). Quando parliamo dell’urlo di battaglia nella Guerra Civile Americana, la carica… se ne leggete una descrizione, leggerete una carica da parte di Highlanders! Molti dei soldati Confederati avevano origini Scozzesi.

Molti tra i migliori suonatori di cornamuse non provengono più dalla Scozia. Sono Canadesi, Statunitensi, Indiani… provengono da tutto il mondo perché gli Scozzesi sono stati trasferiti dalle Highlands per espandere l’impero britannico. Hanno portato la loro cultura in tutti questi altri Paesi.

Heughan: Stavamo filmando in Sud Africa, e anche lì, c’erano molti legami con la Scozia. La gente era stata spedita in Australia, America, Canada. E’ una delle attrattive dello show: le persone sono interessate alla storia del loro passato. E non tutto, devo aggiungere, è stato particolarmente nobile. C’è stata la schiavitù, e gli Scozzesi furono schiacciati in vari modi.

BHT: Ciò è accennato in questa stagione quando i prigionieri Giacobiti vengono deportati nel Nuovo Mondo. 

Roberts: La deportazione che portiamo in scena riguarda gli Scozzesi delle Highlands che furono spediti come servi sotto contratto in diverse colonie, per aiutare ad espanderle. Gli Inglesi scoprirono come gli Highlanders fossero combattenti feroci che potevano vivere dei frutti della terra, e non si lamentavano. Sottoporli a condizioni ambientali dure era perfetto per loro. Non volevano andare in prigione o essere etichettati come traditori, così in un certo senso fu un grande compromesso. In alternativa, andate ad espandere quei nuovi mondi. Abbiamo usato questa storia. Ecco quando tutto funziona, quando trovi la storia che funziona perfettamente per il tuo racconto.

Heughan: E’ incredibile quanto la cultura scozzese sia andata lontano, quale vasta portata abbia raggiunto e quanto questa piccola parte del mondo abbia avuto influenze sul resto del globo.

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