La produttrice Maril Davis parla del 'ritorno a casa' di Claire nella Stagione 3 e l'adattamento di Voyager

La produttrice Maril Davis parla del finale della Stagione 2 e anticipa anche qualcosa sulla prossima Stagione 3 basata su “Voyager” [ndr: in italiano diviso in “Il Cerchio di Pietre” e “La Collina delle Fate], terzo volume della serie di Outlander.

Vedere Bree e Geillis – aka Gillian Edgars –  incontrarsi nel finale è stata una sorpresa inaspettata! Perché avete deciso in questa direzione e c’è mai stata una discussione nella stanza degli scrittori riguardo un incontro faccia a faccia fra Claire e Geillis?

Maril Davis: Ne abbiamo parlato. [La produttrice e sceneggiatrice] Toni [Graphia] e [il produttore esecutivo e sceneggiatore] Matt [Roberts] hanno pensato a questa divertente idea di vedere Brianna incontrare Geillis ed abbiamo pensato che fosse davvero forte perché non è una cosa che abbiamo nei libri. Era l’alternativa migliore rispetto ad avere Claire vedere Geillis, perché se Claire e Geillis si fossero incontrate sarebbe cambiato tutto, anche il fatto che Geillis sarebbe o meno tornata indietro.

La nostra piccola ode per questa parte è stata se Geillis avesse o meno sentito qualcosa prima di fare il salto. Stavamo cercando un qualche modo per connetterle senza che si vedessero, ed era difficile. C’è voluta molta coreografia da parte di Geillis per non vederli correre su per la collina. Avevamo pensato di farle incontrare [lei e Claire] ma ci sarebbe stato un effetto domino per molte cose con Claire e Geillis   e questo avrebbe influenzato come avevamo rappresentato la stagione 1, quindi non poteva succedere. Ma la nostra allusione a questo è stato avere Geillis incontrare Brianna e Roger e l’abbiamo trovato divertente.

Siamo rimasti sorpresi nel vedere Bree credere al racconto sul viaggio nel tempo di sua madre nell’ episodio finale. C’è mai stato un confronto sul fatto di rimandare questa rivelazione alla stagione 3?

MD:  Abbiamo pensato che alla fine [Bree] credesse a sua madre ,ma sta ancora cercando di accettarlo. Nella stagione 3 parliamo della decisione di Claire di tornare o meno indietro nel passato e ci sono ancora delle problematiche  a questo riguardo; credo che la porta sia ancora aperta.

Abbiamo volutamente deciso di avere Bree che crede alla madre a fine episodio, ma non sappiamo ancora se Claire vuole un meno tornare indietro nel tempo lasciando la figlia. Così come nei libri, abbiamo pensato  fosse necessario per Brianna a avere delle prove visive che sua madre aveva ragione, perché è una storia  fantasiosa e pazzesca. Se mia madre mi raccontasse la stessa storia non sono sicura che le crederei nemmeno io.

Parlando della stagione 3, quanto dovranno aspettare i fans prima della tanto anticipata riunione di Claire e Jamie?

MD: Sai cosa, stiamo ancora cercando di capirlo. Stiamo delineando la mappatura, ma penso che saremo piuttosto coerenti ai libri.

Ce la farete agognare vero?

MD: [Ride] Sì, perché dovreste sentirvi così. Odierei vederli insieme immediatamente. Come ho detto, stiamo ancora delineando il tutto, ma dovreste avvertire che 20 anni sono passati e non deve essere facile. È una separazione importante per loro che credono non si rivedranno mai più.

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È stato affascinante vedere Caitriona invecchiata per sembrare 20 anni più grande. Qual è stato il processo dietro il nuovo look di Claire e come state gestendo l’evoluzione di Jamie?

MD: Con Caitriona  abbiamo parlato molto su come volevamo che lei apparisse e quello che avremmo fatto. Ritenevamo di non volere fare troppo riguardo la sua apparenza esteriore, perché sinceramente, 20 anni è un lungo periodo, ma 40 anni non significa per niente essere vecchi.

Non doveva essere invecchiata in modo drammatico e credo che Caitriona ci sia riuscita.  La sua performance è un tour de force.

Per quanto riguara Jamie, ne stiamo ancora parlando, perché vogliamo fare una cosa simile anche per lui. In realtà è più giovane di Claire, quindi ancora ne stiamo discutendo. Non posso dirvi con esattezza cosa abbiamo deciso, ma immagino non sia qualcosa di molto diverso rispetto a quello che abbiamo fatto con Caitriona, nel senso che molto sarà espresso attraverso la recitazione.

Quale genere di sfide in termini di produzione anticipi ci saranno adesso che state adattando Voyager dal libro alla tv?

MD: In realtà siamo molto emozionati per Voyager. Sarà un po’ più facile, ma quando dico “facile” lo metto fra virgolette. Outlander, per noi, è stato abbastanza facile come lavoro di adattamento, perché credo fossimo tutti a nostro agio con la storia. Penso che “Dragonfly in Amber” sia stato molto difficile per noi e per gli scrittori, perché molto del materiale avviene off-screen e  Claire ne parla, ma non lo vedi accadere.

Il secondo libro è stato decisamente una sfida per noi, e “Voyager” è quasi un ritorno a casa. Le storie si delineano molto più facilmente –  vediamo cosa sono e quali sono i conflitti ed i momenti drammatici. Per adesso mi sto davvero godendo quello che stiamo facendo, ma la seconda parte  sarà più problematica. Vanno in Giamaica, ci sono cose che succedono a bordo delle navi, e le difficoltà di produzione a questo riguardo saranno anche un test sulle nostre abilità, ma direi che per il momento sono veramente emozionata di quello che stiamo facendo ed abbiamo messo insieme.

Nella stagione 1 abbiamo avuto un totale di 16 episodi, divisi in due anni ovviamente, ed un totale di 13 episodi nella stagione 2. Quanti ce ne possiamo aspettare nella stagione 3?


MD
: Credo che ci atterremo ai 13 episodi da qui in avanti. Quello che le persone non realizzano è che nella prima stagione questi 16 episodi sono stati richiesti da me e da Ron [Moore] senza che ci fosse ancora una stanza di scrittori che cercava di capire quanti episodi ci sarebbero serviti. Una volta che abbiamo assunto gli scrittori abbiamo realizzato che quello era il numero appropriato di episodi per quella stagione. Non abbiamo ritenuto che la seconda stagione necessitasse  gli stessi episodi. Anche se so che i fans hanno pensano, “Perché non possiamo avere più episodi per per poter avere più scene intime ed anche le citazioni [preferite]?”.

A volte non funziona proprio così in tv e devi mettere insieme un episodio che sia una buona ora di televisione. Inoltre, da un punto di vista di produzione, è difficile riuscire bene per 16 episodi ed è duro per gli attori. C’è voluto più di un anno di riprese la prima volta e 13 episodi ora ci hanno portato a 10 mesi di riprese – questo non tiene conto di tutto il tempo passato in pre-produzione o il tempo dato agli scrittori – quindi si finisce per essere impegnati a lungo tempo. Crediamo che 13 sia un numero appropriato e se cercassimo di farne di più per la produzione sarebbe uno sforzo e ci sarebbe anche più tempo [da aspettare] fra le varie stagioni.

Ci sono state voci che la stagione 3 andrà in onda prima del solito, il prossimo anno. C’è un mese preciso che state tenendo d’occhio?

MD:  Non ne abbiamo ancora parlato ed è più un fatto di quando sarà pronta piuttosto che quando vogliamo vada in onda. Ma entreremo in produzione più avanti quest’anno ed inizieremo a realizzare gli episodi.

Cosa vuoi dire ai fans di Outlander adesso che siamo ufficialmente entrati nel Droughtlander [ndr: mancanza da Outlander]?

MD: Voglio che sappiano che, se tutto va bene,  il Droughtlander non sarà così lungo, ma che li abbiamo invogliati a volere di più. Nella stagione 3 vedranno i personaggi che amano e conoscono ed andranno in viaggio con loro. Spero che resteranno con noi durante tutto il Droughtlander. Nel frattempo possono riguardarsi ancora la stagione 1 e 2!

Fonte: ET!ONLINE

2 thoughts on “La produttrice Maril Davis parla del 'ritorno a casa' di Claire nella Stagione 3 e l'adattamento di Voyager

  1. La traduzione in italiano dell’intervista con Maril Davis e’ veramenta pietosa.
    Sarebbe stato meglio pubblicare il testo dell’intervista interamente in inglese. Oppure fare un riferimento “hypertext” all’intervista originale.

  2. La traduzione in italiano dell’intervista con Maril Davis e’ veramenta pietosa.
    Sarebbe stato meglio pubblicare il testo dell’intervista interamente in inglese. Oppure fare un riferimento “hypertext” all’intervista originale.

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