Diana Gabaldon parla della serie tv "Outlander"

Diana Gabaldon La nostra amata Diana Gabaldon, una delle autrici di bestsellers internazionali più prolifiche di tutti i tempi, che con la sua saga “Outlander”, tradotta in 23 lingue, ha venduto in tutto il mondo più di 25 milioni di copie, è stata intervistata da “Interviewing Authors”.

Nell’intervista di Tim Knox (che potete ascoltare per intero cliccando sul player alla fine dell’articolo) Diana ha raccontato molto di sè: com’è diventata una scrittrice, come e quando è nata la sua ispirazione per il primo libro “Outlander” (il nome di Jamie è un omaggio al personaggio di Jamie McCrimmon, un uomo in kilt visto durante un episodio di “Dr Who” ambientato nella Scozia del 1745!), di come lei non abbia controllo durante la scrittura della storia ma sono i suoi personaggi, specialmente la sua eroina moderna e ‘saputella’ Claire, a prendere in mano la situazione e decidere cosa realmente accade nei libri!

Ovviamente, ha parlato anche dell’uscita dell’ottavo libro “Written in My Own Heart’s Blood” e non sono mancate domande riguardanti la serie tv che debutterà negli USA sul network Starz tra circa un mese (9 Agosto).

Tim Knox: Parliamo della serie TV che non vedo l’ora di vedere. Mia figlia di 18 anni che va pazza per le serie tv non fa altro che chiedermi “Papà, quando arriva? Quando arriva?”. Com’è nato il processo di adattamento dai libri alla serie tv “Outlander”, che è in arrivo sul network Starz?

Diana Gabaldon: E’ stata una strada lunga e tortuosa. Immagino che tu sappia cosa sia un’opzione TV.
Sostanzialmente significa che qualcuno ti offre una modesta quantità di denaro per un certo periodo di tempo durante il quale provano a concludere un accordo per realizzare un film. Se non ci riescono l’opzione ritorna a te e puoi rivenderla.

Se ci riescono, allora ti pagano una somma maggiore di denaro, che è il prezzo d’acquisto, e dopo ciò hai perso tutto il controllo sul tuo progetto. Quindi vuoi essere davvero prudente riguardo a chi affidare tale opzione.

Nel corso degli ultimi 23 anni abbiamo opzionato il materiale soltanto 4 volte. Il soggetto più recente erano persone che volevano realizzare un film della durata di 2 ore e posso dirti che avendo visto vari tentativi è impossibile fare di quel libro un film di 2 ore e far sì che vi assomigli in qualche modo.

L’ultima persona che deteneva l’opzione ha lottato con questo per qualche tempo e aveva assunto degli sceneggiatori davvero di tutto rispetto i cui nomi potresti riconoscere immediatamente se fossi abbastanza imprudente dal fare i loro nomi in pubblico, ma non stava funzionando.

Nel frattempo Ron Moore, che forse conosci come colui che ha realizzato il remake di “Battlestar Galactica” trasformandola in una serie tv di successo, era alla ricerca di un nuovo progetto e più o meno per caso è inciampato in “Outlander”. Sua moglie era la costume designer dello show, è favolosa e insieme alla sua partner di produzione (Maril Davis, ndr.) ignoravano il fatto di essere entrambe grandi fans della saga.

Una sera a cena hanno iniziato a parlare dei libri e lui ha detto “Oh, di cosa si tratta?”. Così ha letto il libro, se n’è innamorato ed è andato alla ricerca del titolare dei diritti. Il suo nome era Jim (Kohlberg, ndr.) e Ron disse che avrebbe continuato a ritornare una volta l’anno per domandare “Come va il film di due ore?”.

“Sto iniziando a pensare che potresti aver ragione. Potrebbe essere una serie TV.” Ne seguì un qualcosa come due anni di lotta tra contratti, negoziazioni e avvocati e il risulto finale fu questo ammasso di contratto a 5 tra Jim, Ron, Starz e Sony, che è la società madre mentre la Starz è la società produttrice, e me. L’anno scorso è stato finalmente firmato. E’ stato annunciato al BEA (Book Expo America, ndr.) in New York.

In seguito Ron e la sua partner di produzione sono venuti a casa mia per parlare con me prima che iniziassero a lavorare e abbiamo trascorso 2 giorni insieme discutendo di storylines, personaggi, background e cose che non avevo inserito nei libri ma che magari pensavo di introdurre in quelli futuri.

Stavano condividendo con me le loro idee riguardo l’adattamento e ci trovavamo praticamente sulla medesima lunghezza d’onda. Ho compreso qualcosa su come funziona la conversione per un mezzo visivo, perché ho scritto storie per comic book, graphic novel e così via, ma non ero mai stata strettamente associata con una società di produzione. E’ stato molto affascinante e molto vantaggioso penso per tutte le parti interessate.

Non sono legalmente obbligati a chiedere il mio parere ovviamente, figuriamoci dal prenderlo sul serio, ma lo fanno. Sono stati molto gentili nell’includermi, ad avermi permesso di vedere script, mostrandomi filmati e cose del genere. Per contratto sono una “consulente” nello show, che in pratica significa che darò loro il mio parere quando chiesto.

Tim Knox: Questa è una cosa che volevo chiederti perché ho parlato con un paio di autori che hanno avuto il loro lavoro opzionato e non erano contenti a causa della perdita di controllo e di altre questioni. Come mai questa situazione a te sta bene?

Diana Gabaldon: In realtà mi va bene perché mi fido di Ron. E’ molto bravo ed è rispettoso del materiale. Siamo in una posizione un po’ diversa rispetto a qualcuno il cui libro è opzionato per un film e che viene fatto ecc, perché abbiamo questo immenso fanbase con cui iniziamo e la Starz è stata sempre molto consapevole di questo. Loro puntano ai fans. S’interessano di loro. Li riforniscono con piccole cose divertenti e sì, sono molto interessati a mantenere buoni rapporti con i fans. Come ha detto Ron, “Il mio lavoro è quello di non rovinare il libro preferito di mia moglie.”

Tim Knox: Questo è un punto molto importante, non solo il libro di sua moglie, ma il fanbase. Non si scherza con i tuoi fan. Se fanno qualcosa di completamente diverso e sconvolgente ci sarà una rivolta.

Diana Gabaldon: Esattamente, sì. Difatti è un adattamento. Le cose sono cambiate, ma non necessariamente cambiate in peggio. A volte spostano scene da un luogo all’altro a causa della natura episodica dello show, ma poi forniranno piccoli pezzi o rettifiche per ricollegare la storia a dove dovrebbe essere.

In realtà direi che circa l’80%, forse di più, forse il 90% dello show è di scene che i lettori riconosceranno dal libro. Hanno preservato il dialogo originale. La percezione globale della scena è completamente riconoscibile e tuttavia visto che si tratta di un adattamento ci sono piccolissimi cambiamenti. Come dice Ron, lui non aggiunge mai nulla che sia contrario al libro.

Aggiunge cose che non ci sono nel libro ma dice che potevano essere presenti o erano ovviamente nel libro ma sono avvenute fuori scena. E’ Outlander ma c’è anche questa bellissima sensazione di novità e scoperta. Come chiunque altro, guarderò la serie per vedere cosa accadrà dopo.

Tim Knox: Quando va in onda?

Diana Gabaldon: La data di messa in onda per gli Stati Uniti e il Canada è il 9 Agosto.

Tim Knox: Siamo eccitati?

Diana Gabaldon: Siamo molto eccitati. I fans sono fuori di testa!

Tim Knox: Avete intenzione di seguire tutto il percorso dei libri nello show televisivo?

Diana Gabaldon: Se siamo fortunati e la prima stagione è ben accolta, sì certamente. Il contratto prevede l’intera saga cartacea e il piano fondamentalmente sarebbe quello di fare un libro a stagione. Abbiamo davvero un grande impegno da parte della Starz per stagioni da 16 episodi quindi c’è qualche possibilità.

Tim Knox: Potremo vederti nello show?

Diana Gabaldon: Mi vedrete davvero nello show. Ho un cameo in uno degli episodi. Nella prima stagione ho trascorso 10 giorni con loro in Scozia e due giorni come attrice TV.

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