Diana Gabaldon parla del pilot di Outlander al LA Screenings 2014

Nei giorni scorsi si è svolto il consueto “LA Screenings”, un evento che ogni anno rappresenta il “mercato” più importante per il panorama televisivo, nel quale le principali emittenti tv mostrano in anteprima le loro nuove serie tv a compratori provenienti da tutto il mondo: Europa, Americana Latina, Africa, Medio-Oriente…

La Sony Pictures ha presentato agli acquirenti internazionali “Outlander” e la nostra Diana Gabaldon, insieme a Ron D. Moore, era lì per parlarne al pubblico e agli addetti ai lavori. Di seguito un breve riassunto dell’esperienza vissuta da Diana al LA Screenings, e che lei stessa ha raccontato condividendola con i fans direttamente sulla sua pagina Facebook:

Locandina LA Screening“[…] Il pubblico ha visto un breve trailer di “Outlander” (dai suoni o era lo stesso che tutti voi avete visto ultimamente, o qualcosa di molto simile, la musica era del film “L’ultimo dei Mohicani”).

L’intervista è stata breve, circa dieci minuti , e praticamente Il Solito: Cosa ti ha attratto del materiale? (Per Ron) Hai avuto qualche preoccupazione riguardo alla trasposizione cinematografica di Outlander? (Per me. Risposta: Oh sì, altrochè!) Come evolverà la storia nel corso della stagione? (Per Ron. Nel senso che volevano sapere quanto di un libro o dei libri sarà coperto in una stagione, quanti episodi, ecc…) Come sei arrivata a scrivere Outlander? (Per me – rapida ritornello della storia di Dr. Who/uomo in kilt…) ecc.

Dopo i saluti, hanno iniziato a trasmettere l’intero primo episodio. Piuttosto timidamente ho detto che mi sarebbe piaciuto guardare l’episodio; l’avevo già visto ma non nella sua forma finale, con correzioni di colore e sigla. “Certo!” mi hanno risposto, e molto cortesemente mi hanno condotto su per le scale di metallo verso la parte superiore del teatro, dove mi sono fermata per un momento. 

Lo show era appena iniziato, con la colonna sonora di Bear McCreary – probabilmente non dovrei dirvi cos’era – ma mi è piaciuta molto. Un approccio diverso su un noto canto tradizionale Scozzese, mettiamola in questo modo…

Ron era salito su per le scale con me, presumibilmente per vedere cosa pensassi dell’opening, visto che non si trovava. Siamo rimasti lì a guardare l’intro, e quando è apparsa l’immagine delle mani di Claire che raccolgono i fiori ai piedi del cerchio di pietre, mi sono girata verso di lui dicendo: “Li hai trovati!” (Lui e Maril mi avevano chiesto, alcuni mesi prima, se sapessi esattamente che fiori fossero, e se era importante che fossero quel tipo di fiore. Ho detto loro di sì, era importante ma solo se avessero filmato fino all’ultimo libro. Mi hanno risposto che sarebbero andati avanti presumendo che filmeranno fino alla fine.)

Mi ha sorriso e abbracciata, poi è andato via e ho trovato un posto a sedere e ho guardato tutto, rapita.

Avevano fatto alcune piccole modifiche al primo episodio dopo l’ultimo taglio che avevo visto, ma nulla di rilevante. Scorreva splendidamente, a partire dalla scena veloce che Ron mi aveva descritto più di un anno fa, di Claire in un ospedale militare francese (un edificio bombardato), sporca di sangue e lavorando freneticamente per salvare un uomo, poi esce fuori e scopre che la pace è stata dichiarata. Nel 1946 e una spider con due persone che ridono, con il vento tra i loro capelli mentre guidano attraverso le Highlands scozzesi…

La modifica più importante, però, è stata la musica. I precedenti tagli che avevo visto avevano una sorta di musica televisiva generica, temporanea. Questo aveva il segno di Bear McCreary, ed è stato favoloso. Molto suggestivo, alternativamente fine e viscerale, utilizzando (come suo solito) gli strumenti tradizionali come il tin whistle e il bodhran.

Mi ha twittato oggi, congratulandosi con me per MOBY, e ho risposto: “Ricambio! HO AMATO la musica! (L’ intero teatro ha tremato quando suoni i Bodhrans – il tuono ha scosso le mie ossa.)”. E lui è stato così gentile da rispondere ” Una splendida recensione della mia colonna sonora! Non vedo l’ora che tutto il mondo lo veda…”.

Anch’io. Lo amerete.”

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